giovedì 26 maggio 2011

Roma-Luis Enrique. Montella si tira fuori

Oggi Luis Enrique41 anni, contratto in scadenza con il Barcellona B, è il prescelto per la panchina della Roma. Baldini lo ha già contattato, mentre un incontro vero e proprio è in programma (ma da confermare) per la prossima settimana. Il curriculum dello spagnolo incarna in tutto per tutto lo spirito con cui si sta costruendo il club giallorosso: ovvero, la capacità di allevare il settore giovanile e riconoscere i migliori, poi la bravura nell'insegnare calcio e di lavorare con i talenti. Pedro, Jeffren Suarez, Thiago Alcantara, Giovani e Jonathan Dos Santos, sono soltanto alcuni dei nomi più conosciuti cresciuti sotto la sua gestione.
Durante l'ultima stagione, in particolare, Luis Enrique è stato l'artefice del quarto posto ottenuto in 2° Divisione, conseguito grazie ad un gioco frizzante ed offensivo, basato sul 4-3-3. La dimostrazione sta nel secondo attacco del campionato e nei pareri degli addetti ai lavori: chi segue la seconda squadra blaugrana sostiene come questa sia la fotocopia perfetta di quella di Guardiola. Ed è stato proprio Pep a segnalare il nome del suo vice a Baldini, quasi a scusarsi per la sua mancata disponibilità ad allenare i giallorossi, in base ad un accordo già trovato con il club catalano per un ulteriore anno.
'Se me lo avessi chiesto un mese fa...' avrebbe sussurrato a malincuore lo stesso Guardiola al futuro dg al termine della telefonata. Tra un anno, chissà. Ma al di là dei possibili scenari, è impossibile da non notare come il profilo di Luis Enrique sia molto simile a quello di Vincenzo Montella. L'Aeroplanino, di fatto, si è escluso da solo dalla corsa. Sabatini e Baldini erano convinti, in caso di risposta negativa da parte di Villas Boas e Guardiola, a lasciargli le chiavi dello spogliatoio. A far vacillare quest'intenzione non sono stati i risultati sportivi, ma la frase pronunciata dall'ormai ex tecnico romanista dopo la partita persa a Catania: 'Se venissi scelto io dovrei avere voce in capitolo, anche per la risoluzione di alcuni aspetti'. Queste parole sarebbero state in seguito corredate da altre ancora più stizzite pronunciate a microfoni spenti e riportate agli uomini DiBenedetto. L'atteggiamento non è piaciuto ai futuri proprietari della Roma, perchè considerato come un atto di presunzione non consono per un dipendente, oltretutto, ad inizio carriera. Montella, allora, nel frattempo continuerà a studiare, mentre Baldini cercherà di concretizzare, nel giro di una settimana, la propria voglia di blaugrana, o quantomeno di 4-3-3. Infatti in caso di rifiuto di Luis Enrique, tornerebbe a galla il nome di Delio Rossi. A mandarlo è Zeman. Un'altra sicurezza.

CESSIONE ROMA-Ghizzoni: ‘La cessione dell’As Roma va verso la conclusione’

ROMANEWS


GHIZZONI SULLA CESSIONE DELLA ROMA – Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, ha parlato ad Mf-DowJones ai margini di un’assemblea di Confindustria. Queste le sue dichiarazioni, dopo l’ok dell’Antitrust: ‘stiamo andando verso la conclusione‘. Siamo sempre più vicini insomma alla cessione dell’As Roma alla cordata americana guidata da Thomas DiBenedetto.

sabato 21 maggio 2011

ROMA, OGGI ARRIVA PALLOTTA


.
IL CORRIERE DELLO SPORT - James Pallotta sbarca og­gi a Roma. Magari con sorpresa di qualche inguaribile bontempone (eufemismo), ma ecco a voi mister Pallotta, uno dei quattro soci che a Boston, il quindici aprile scorso, hanno acquisito il pacchetto di maggioranza della società giallo­rossa.
ARRIVO - Ha volato con un jet priva­to, un Global Express, decollato dall’aeroporto di Bedford nel Mas­sachussets, la compagnia privata si chiama Raptor, guarda un po’ proprio come il suo fondo principale. Il re dei fondi specula­tivi si è presentato nella capitale ac­compagnato da sei dei suoi principali manager ( è molto, ma molto probabile che lunedì mattina alcuni di questi ma­nager si presentino a Trigoria per un in­contro con la dotto­ressa Cristina Maz­zoleni). Stasera ha in programma una cena che sarà offer­ta dai vertici di Uni­credit in cui certamente si discute­rà del prossimo futuro della socie­tà giallorossa. C’è molta riserva­tezza al proposito, come magari è giusto che sia, ma di sicuro si può dire che a Trigoria sono stati già riservati sette biglietti di quelli buoni per domenica sera quando all’Olimpico la deludente Roma di quest’anno concluderà la stagione ospitando la retrocessa Sampdo­ria. Un modo perfetto per ricam­biare dell’ospitalità di Pallotta a Boston che, quando arrivarono i dirigenti di Unicredit, la sera fu­rono ospiti del Boston Garden per l’ultima partita di stagione regola­re tra i Boston Celtics (Pallotta è tra i proprietari del leggendario club Nba) e i Knicks di New York. C’è peraltro chi sconsiglia Pallotta and partners di presentarsi al­l’Olimpico, staremo a vedere se si farà convincere.
DIBENEDETTO - E mister Tom quan­do arriva? Il futuro presidente gial­lorosso tutti i giorni è in contatto con i suoi referenti italiani, vuole cominciare il prima possibile ma arriverà nella capitale quando si sarà concluso l’iter burocratico. Il sì dell’Antitrust prevedibilmente ci sarà la prossima settimana, co­munque entro la fi­ne di questo mese. E’ stata, peraltro, presentata una sola richiesta, un piccolo chiarimento su co­me si svilupperanno alcune operazioni, la risposta è stata data in pochi minuti. Dopo il sì dell’Anti­trust ci sarà bisogno di qualche giorno per preparare la do­cumentazione per il closing, che poi sa­rebbe la chiusura solo che pare sia ob­bligatorio usare l’in­glese altrimenti si fa brutta figura. Negli stessi giorni sarà convocata l’assemblea degli azionisti che do­vrà far decadere il Cda attuale e nominarne uno nuovo che sarà composto da tredici membri (l’uni­co supersiste dovrebbe essere l’av­vocato Cappelli). Alla luce di que­ste scadenze, l’arrivo di DiBene­detto al momento dovrebbe essere fissato dal cinque giugno in poi. Una volta arrivato il nuovo presi­dente della Roma terrà una confe­renza stampa in cui ha già fatto sa­pere di voler annunciare allenato­re e due acquisti. Sarebbe ora.

venerdì 20 maggio 2011

Montella scommette ancora su Totti-Borriello

LEGGO


ROMA – Mentre impazzano le voci di mercato, a Trigoria si continua a preparare la sfida di domenica sera contro la retrocessa Sampdoria. Ai giallorossi basta un punto per qualificarsi matematicamente in Europa League. Montella però dovrà fare a meno degli infortunati Cassetti, Brighi e Juan, oltre allo squalificato De Rossi. Anche Greco non è al meglio, così Montella sarà costretto nuovamente a riproporre il 4-4-2 con la coppia Totti-Borriello in attacco e il ritorno di Perrotta al fianco di Pizarro a centrocampo. A Trigoria ieri si è rivisto anche Stefano Okaka, tornato anzitempo dal presito al Bari (ormai retrocesso), dove era approdato a gennaio.
Sul fronte societario invece c’è da registrare il ritardo dell’Antitrust. «Ancora non ci siamo espressi in merito al dossier As Roma. Contiamo di farlo entro la fine del mese», ha dichiarato ieri Emanuela Goggiamani, capo ufficio stampa dell’Autorità Garante. Per ultimare l’iter relativo al passaggio della Roma nelle mani di Thomas DiBenedetto e soci quindi bisognerà attendere almeno il 31 maggio. L’investitura ufficiale del nuovo presidente giallorosso potrebbe perciò slittare dal 3 al 10 giugno.

Una Roma da vertice

"Sarà una Roma competitiva". Arriva da Unicredit quel segnale di «chiarezza» sul futuro invocato qualche giorno fa da Montali. Paolo Fiorentino, il dirigente della banca che ha partecipato da protagonista alle trattative con il consorzio di Thomas DiBenedetto, chiarisce innanzitutto l'aspetto più spinoso dell'accordo: «Tutte le strategie - assicura Fiorentino - di carattere sportivo le lasciamo agli americani». Il ruolo di Unicredit, che avrà il 40% delle quote della nuova società controllante, sarà quindi di supporto finanziario e di controllo, grazie ai cinque uomini sui tredici totali che entreranno nel cda del club.
«L'idea è di fare una squadra competitiva»: Fiorentino ne è convinto, nonostante l'ultima stagione fallimentare e le tante difficoltà che aspettano i nuovi proprietari. «La Roma viene fuori da un anno sfortunato nel quale il caos economico intorno alla società non ha giovato. Quindi direi che guardiamo con ottimismo al futuro. I mancati introiti dalla Champions League sono un problema ma non "il problema": avevamo fatto un piano con gli americani che già prevedeva il mancato accesso alla Champions, quindi sono di fatto confermate le nostre previsioni, che non erano ottimistiche.
Sapete che abbiamo intenzione - ha chiuso il dirigente a margine di una presentazione di una campagna pubblicitaria della banca a Milano - anche di fare un aumento di capitale della Roma, quindi predisporre le risorse necessarie». Baldini e Sabatini, gli uomini che stanno costruendo il futuro, partono quindi da basi solide. Il primo lavora a Londra in attesa di sbarcare a Trigoria in autunno, l'altro nel suo studio a Roma dove ieri ha ricevuto il contratto da firmare nei prossimi giorni.
L'incarico di Sabatini verrà ufficializzato subito dopo la fine del campionato: sarà effettivo dal 1° luglio ma c'è bisogno di certificare il prima possibile la carica di direttore sportivo. Con buona pace di chi a Trigoria ci lavora adesso eppure non conosce ancora il proprio destino. Aspettando l'arrivo in Italia di DiBenedetto e del suo socio Pallotta, la scelta del nuovo allenatore è entrata nel vivo. La «lista A» comprende soluzioni non più percorribili: Guardiola, Villas Boas e Wenger. Se il fallimento del traguardo-Champions non stravolge la programmazione finanziaria, il progetto tecnico ne risente eccome. E allora il successore di Montella uscirà da una «lista B» piena di tecnici stranieri e giovani.
Tra questi ci sono sicuramente Didier Deschamps, contattato da Baldini nei giorni scorsi e in procinto di lasciare il Marsiglia (ha una clausola liberatoria da 3 milioni di euro), il collega francese Rudi Garcia che oggi dovrebbe soffiargli lo scudetto lo scudetto con il suo Lilla e il portoghese Domingos dello Sporting Braga, avversario oggi di Villas Boas nella finale di Europa League e, a quanto pare, già in parola con lo Sporting Lisbona. Sensazioni? Tra i tre Deschamps è l'unico davvero in corsa. Come Delio Rossi: l'ex laziale è il solo rappresentante italiano della lista. E non è ai primi posti. Si lavora sodo anche sul mercato. Serve un portiere e diversi indizi portano a De Gea dell'Atletico Madrid e Rafael del Santos. Quest'ultimo è extracomunitario, come l'esterno croato Tomecak: un altro assai gradito a Sabatini ma al momento non tesserabile.

sabato 14 maggio 2011

Roma, vincere a Catania per evitare di finire al sesto posto

IL MESSAGGERO



Qualificazione Champions ancora possibile
ma l'incubo sono i preliminari di Europa League



ROMA - Finisse oggi il campionato, la Roma, quinta in classifica in virtù dei migliori risultati negli scontri diretti con la Lazio, nella prossima stagione parteciperebbe all’Europa League. E, da quinta, dovrebbe cominciare a giocare per l’Europa il 18 agosto (gara di ritorno il 25) per il quarto turno dei preliminari (insieme con il Palermo, se vincerà la Coppa Italia). Ma dato che la squadra di Vincenzo Montella è ancora in corsa per il quarto posto, è il caso di ipotizzare anche uno scenario diverso: giallorossi ai preliminari di Champions, quindi impegni europei (quarto turno preliminare) il 16/17 agosto (gara di ritorno il 23/24). E’ evidente che la differenza di date non è così marcata, mentre assai diversa è la parte economica della faccenda. Perché, si sa, un conto è prender parte alla fase a gironi della Champions (inizio gare 13/14 settembre) e un altro ai gironi dell’Europa League (inizio 15 settembre). 

Ballano un sacco di soldi: la sola partecipazione alla Champions, del resto, vale minimo 7.1 milioni, ogni vittoria regala al club altri 800mila euro, un pareggio vale 400mila euro e il passaggio agli ottavi un assegno da tre milioni netti. La qualificazione all’Europa League, invece, regala un premio di partecipazione di appena 640mila euro.

Al di là del fattore economico, per la Roma sarebbe un vero e proprio guaio finire il campionato al sesto posto (e con il Palermo vincitore della Coppa Italia: in caso di sconfitta contro il Milan, siciliani sesti): in questo caso, la squadra giallorossa sarebbe costretta a giocare il primo preliminare di Europa League il 28 luglio (ritorno il 4 agosto). Tutto ciò significherebbe cominciare la preparazione intorno alla fine di giugno, cioè tra poco più di un mese. 

Per la nuova Roma, quella targata Usa, sarebbe un problema grosso, dato che, al momento, non si sa ancora chi sarà l’allenatore e che tipo di acquisti verranno fatti. La nuova Roma, per mille motivi, avrà bisogno del maggior tempo possibile per costruirsi, e cominciare a giocare per i tre punti già alla fine di luglio potrebbe rappresentare un handicap. Senza dimenticare che tutta la stagione si allungherebbe, con il rischio di trovarsi in primavera o giù di lì con il fiato corto.

Ecco, quindi, che la partita di domani a Catania assume un valore doppiamente delicato: la Roma deve cercare di conquistare la vittoria non soltanto per alimentare il sogno Champions, ma anche per allontanare quanto più possibile il sesto posto. Se domani non riuscisse a vincere, la partita contro la Sampdoria all’Olimpico avrebbe un valore relativo. 

Ma le notizie che arrivano da Trigoria non sono belle: è complicato assai il recupero di Pizarro, ad esempio. Mexes e Brighi sono rotti, De Rossi e Perrotta squalificati (accolto il reclamo per Simone: potrà affrontare la Samp). Poi c’è Juan che zoppica. E Borriello che scalpita per giocare dall’inizio. Con Totti. In ogni caso, sarà una Roma fortemente in emergenza contro un Catania che, già salvo, in uno stadio esaurito vorrà congedarsi festosamente dal proprio pubblico.

Il 3 giugno DiBenedetto presidente


IL ROMANISTA- C’è una data nell’agenda degli avvocati che stanno lavorando sulla cessione dell’As Roma. Una data precisa. Storica. È il 3 giugno.
Quel giorno, Thomas Richard DiBenedetto dovrebbe diventare il nuovo presidente della società. E magari non è un caso, perché il 3 giugno DiBenedetto compirà 62 anni. Manca poco, la nuova Roma sta per vedere la luce. Mercoledì scadrà il termine per il deposito all’Antitrust di eventuali osservazioni da parte di chi intendesse contestare l’operazione. È un atto formale, ma indispensabile.
L’Autorità che vigila sui mercati finanziari dovrebbe concedere il nulla osta entro la fine del mese. A quel punto, non ci sarà più alcun ostacolo per la formazione del nuovo Consiglio di amministrazione dell’As Roma. Data prevista fino a ieri, a quanto ci risulta, il 3 giugno appunto. Il vecchio Cda presenterà le dimissioni, mentre il nuovo sarà composto da tredici membri.
Otto posti andranno alla cordata americana guidata da DiBenedetto, che sarà eletto presidente. Il resto sarà in mano a Unicre it, attualmente socio al 40% della Neep, la holding che per il 60% è partecipata da D’Amore, DiBenedetto, Pallotta e Ruane e che controllerà l’As Roma, oltre alla Brand Management (marchio) e all’As Roma Real Estate (Trigoria). Il consorzio a stelle e strisce tace, ma dietro le quinte si sta lavorando affinché il progetto nasca vincente. A cominciare dalla squadra. Sono previsti otto ingaggi, due campioni e sei giovani di talento. I ruoli? Un portiere, un centrale difensivo, un laterale basso e uno alto sia a destra sia a sinistra, un centrocampista e un attaccante. Resterà De Rossi, e dovrebbe restare salvo colpi di scena anche Montella.
L’organigramma sta prendendo corpo. Baldini, l’architetto del terzo scudetto e il futuro braccio operativo di DiBenedetto, verrà sicuramente. Si dice ad ottobre, ma si sta facendo di tutto per fare prima. La casella di direttore sportivo sarà occupata da Sabatini. L’ex ds del Palermo vorrebbe continuare a lavorare con Daniele Pradè. Ma all’attuale capo del mercato della Roma  on è stato proposto ancora nulla. Ha altri due anni di contratto. Se però gli sarà chiesto di lasciare, lo farà. Lo farà per il bene della società che porta nel cuore e che ha degnamente servito, con pochi mezzi e grandi colpi, subentrando nel 2004 proprio a Baldini.
Resterà anche Montali. Il direttore operativo, che sta tenendo a galla la barca in questo passaggio di consegne, ieri ha lanciato un messaggio agli americani: «Quando arriverà la nuova proprietà, dovrà essere molto chiara con i nostri tifosi, perché il nostro pubblico capisce tutto e merita rispetto. E quest’anno hanno dimostrato un attaccamento ai colori che va oltre, anche in tante partite in cui venivamo da brutte sconfitte. Questo è un momento delicato, di transizione, ci sono dei passaggi tecnici che vanno rispettati e anche il silenzio va rispettato».
Prima agli americani. Poi Montali ha lanciato un messaggio pure ai giocatori: «Le motivazioni ci sono eccome. Dobbiamo fare due vittorie e sperare che le altre squadre facciano il loro dovere  Chievo e Milan, sono sicuro, giocheranno con etica professionale. Per noi, Catania è la partita della stagione. Dobbiamo andare là con la mentalità vincente da quando saliremo sull’aereo. Abbiamo un solo risultato. Senza la vittoria, l’ultima partita non servirebbe a nulla. Ora basta scuse. Alibi. Ne abbiamo avuti troppi. Dobbiamo solo vincere, anche per i tifosi. Non abbiamo altre possibilità».

A Catania con Totti-Borriello Sconto a Perrotta, De Rossi no

IL TEMPO

Il possibile è stato fatto, per l'impossibile non c'è stato niente da fare.

Ieri pomeriggio, dopo l'audizione dei diretti interessati accompagnati dall'avvocato Antonio Conte e dal direttore operativo Gian Paolo Montali, la Corte di Giustizia Federale ha parzialmente accolto il ricorso per Simone Perrotta e respinto in toto quello per Daniele De Rossi: sconto da tre a due giornate per il primo (che sarà a disposizione per Roma-Samp), stagione finita per il secondo. A Trigoria, invece, Montella ha continuato gli esperimenti per Catania: si va, nonostante tutto sarà in discussione fino all'ultimo secondo, verso un 4-4-2 di partenza con Totti-Borriello davanti e due tra Taddei, Vucinic e Rosi esterni. Praticamente out, a meno di un mezzo miracolo, Pizarro, ieri ancora dolorante. Nessun problema, solo un lavoro a parte già programmato, per Juan.

Pizarro non vuole arrendersi

IL CORRIERE DELLO SPORT - Pizarro all’ultimo respiro. Il cileno anche ieri non si è allenato [...]. Ieri aveva ancora dolore, ma questa mattina farà un test a Trigoria, che servirà a capire se potrà scendere in campo domani a Ca­tania. Le speranze di Montella e dello staff medi­co sono ridottissime, ma il ci­leno non si tira indietro. Per l’ultima trasferta [...] il tecnico dovrà sceglie­re una formazione d’emer­genza e sta pensando di con­fermare Borriello, dopo la po­sitiva prestazione contro l’In­ter. Con l’ex milanista in cam­po dall’inizio al fianco di Totti il modulo potrebbe essere il 4-4-2. Il dubbio ri­guarda la scelta degli esterni. Taddei sembra sicu­ro, si giocano un posto Vucinic e Rosi. Il montene­grino è favorito, [...] ieri si è allenato regolarmente con i compa­gni. Con Vucinic largo a sinistra, posizione che ha occupato anche con Ranieri, la squadra sarebbe molto sbilanciata in avanti. Ma a Catania contano solo i tre punti, per continuare a sperare nel quar­to posto. In alternativa il modulo, con gli stessi uo­mini, potrebbe essere il 4-3-2-1, come la Roma ha giocato nella ripresa a Milano contro l’Inter. CHANCE – Sicura la conferma di Simplicio, molto probabile quella di Greco, che sarà promosso ti­tolare, per la prima volta durante la gestione Montella, in caso di forfait di Pizarro. La difesa sarà con­fermata [...]a comincia­re da Doni. Ieri Juan ha con­cluso in anticipo l’allenamen­to per un affaticamento mu­scolare, ma la sua presenza in campo non sembra in dubbio. PERROTTA – Intanto ieri l’avvo­cato Antonio Conte ha portato a casa un altro suc­cesso professionale. La Commissione Disciplina­re ha parzialmente accolto il ricorso presentato dalla Roma, riducendo a due le giornate di squa­lifica di Perrotta, mentre sono rimaste tre quelle di De Rossi. Il centrocampista calabrese potrà giocare [...] contro la Sampdoria all’Olimpico. Il ri­corso è stato presentato anche per De Rossi, per tutelare a livello d’immagine il vice-capitano, ma in realtà per lui non c’erano speranze. [...]. Molto positivo il di­scorso fatto da Montali a favore del centrocampi­sta. L’avvocato Conte aveva portato come esem­pi le riduzioni di pena di Ibrahimovic e di Radu, ma il referto dell’arbitro Russo su Bari-Roma, era pesantissimo. Per Perrotta invece, nonostante il diretto­re di gara avesse usato la ma­no pesante, ha contato la si­mulazione eccessiva di Ma­siello dopo il colpo. AMICHEVOLI – Intanto i diri­genti stanno valutando alcu­ne offerte per partite alla fine del torneo. A Budapest e San Benedetto del Tron­to il trattamento economico è troppo basso. Sono rimaste in esame le proposte ricevute dall’Egitto [...]e dal Corinthians. Sarebbe un’amichevole per sistema­re la questione con Rinaldi, il procuratore di Adriano, che ha bussato a quattrini.