lunedì 14 marzo 2011

Le pagelle di Roma-Lazio


IL CORRIERE DELLO SPORT
8 Totti Una doppietta alla Lazio non l’aveva segnata nemmeno a vent’anni, ci riesce a 34, segno che la classe non invecchia. A parte i due gol, che poi sono tutto, gioca con una freschezza e un ritmo sorprendenti. Sta talmente bene da assorbire col­pi e colpacci, senza reagire, senza innervosirsi. E’ il più lucido e il più bravo sino alla fine, questo derby passa alla storia come il derby di Totti. Proprio mentre, per la prima volta, è messo in di­scussione anche dai suoi tifosi. La risposta è tem­pestiva quanto perentoria.
7,5 Pizarro E’ l’artefice della ripresina romanista, dei 10 pun­ti in quattro partite, della Roma montelliana. Sbagliava chi non riteneva grave l’assenza del ci­leno, che invece è fondamentale nell’economia della squadra. Gioca un gran derby, nonostante abbia dirimpetto Ledesma e Matuzalem, i mi­gliori dei laziali. Ma lui timbra un palo, procura la punizione che porta al vantaggio, firma le azio­ni più importanti e soprattutto libera i compagni da molte responsabilità: palla a lui, tanto ci pen­sa da solo a ricucire il gioco, ad impostare e a far respirare la squadra.
7 Montella Gelido come un vecchio stratega, non esulta nè al primo e nè al secondo gol di Totti. Ha ridato al­la squadra un po’ di normalità, affidandosi al vec­chio modulo e alla vecchia guardia. In più, ha consegnato le chiavi a Pizarro, segno di intelli­genza. E anche sui cambi questa volta ha la ma­no felice: inserisce Taddei e Simplicio, che in contropiede procurano il rigore del raddoppio.
6,5 Juan Gioca molto d’anticipo, fa vedere la polvere a Floccari e quando serve, va a chiudere sull’out si­nistro, aiutando Riise. Se non ricasca, sembra tornato sui suoi livelli.
6,5 De Rossi Messo nel tritacarne mediatico e non solo dopo la gomitata in Ucraina, questa volta gestisce me­glio i suoi bollori agonistici. Si prende un giallo nel primo tempo, ma non si lascia condizionare e con accanto un Pizarro super vince la sfida a centrocampo.
6,5 Burdisso Gioca in un ruolo che non gradisce, ma questa volta non ha amnesie, non si macchia di falli inu­tili, svetta di testa e tiene a bada Zarate con buo­na sicurezza.
6 Doni Qualche uscita azzeccata, tra cui una di piede, un paio di parate tranquille, la Lazio non riesce proprio a spaventarlo.
6 Mexes Forse ha capito che quando non cerca di strafa­re, le cose vanno meglio. Non eccede in agoni­smo, resta sempre concentrato, facilitato anche dalla pochezza dell’attacco laziale.
6 Vucinic Salta spesso Lichtsteiner, ma finisce nella trap­pola dei raddoppi laziali. Si libera al tiro rara­mente, sfiora il gol nella ripresa, quando una sua incornata a colpo sicuro viene scheggiata da Bia­va casualmente. Gli manca alla fine il colpo ma­gico, però tiene perennemente in ansia i laziali.
6 Riise Meglio del solito, soprattutto in fase difensiva. Qualche volta Lichtsteiner gli prende il tempo, quasi mai Sculli. Insomma, dal suo out non arri­vano seri pericoli per Doni.
6 Taddei Entra al posto di Menez e va meglio del france­se. Da lui parte l’azione che porta al rigore e al raddoppio.
5,5 Perrotta La sua generosità non cancella una serie di erro­ri negli apoggi e nei passaggi, soprattutto nel pri­mo tempo.
5 Menez Perde una grande occasione, Montella rischia e lo manda in campo con le due punte, ma il suo contributo è troppo modesto.

Nessun commento:

Posta un commento