mercoledì 30 marzo 2011

Roma a DiBendetto, ora c'è l'accordo

L'As Roma è americana e tra venti giorni verrà firmato l'accordo che sancirà il passaggio del club giallorosso dalla famiglia Sensi alla cordata statunitense capitanata da Thomas DiBenedetto. Dopo una maratona estenuante durata due giorni trascorsi asserragliati dentro lo studio Grimaldi associati l'intesa di massima è stata raggiunta e passa per l'acquisizione del pacchetto del 67% del club giallorosso ora in mano alla famiglia Sensi (al 51%) e UniCredit (al 49%) da parte di una nuova società partecipata al 40% dalla banca di Piazza Cordusio e al 60% dalla Di Benedetto As Roma Llc. Veicolo a stelle strisce partecipato da Mr Red Sox e altri tre soci: Richard D'Amore, Michael Ruane e James J. Pallotta.

In particolare, al termine della riunione a oltranza, Italpetroli, UniCredit e Di Benedetto As Roma hanno reso noto che le negoziazioni «hanno portato alla definizione dei termini fondamentali dell'operazione di acquisizione della partecipazione di controllo dell'As Roma». Ancora, viene ufficializzato che la banca potrà vendere «una parte della propria quota ad altri investitori strategici italiani». Che secondo le indiscrezioni che circolano da tempo serviranno a sviluppare il piano immobiliare che passa in primis attraverso la costruzione di un nuovo stadio.

Nei prossimi giorni quindi si procederà alla stesura delle versioni definitive degli accordi ad oggi raggiunti, che prevedono anche impegni per il rafforzamento e lo sviluppo futuro dell'AS Roma, che dovrà restare ad alti livelli nel panorama calcistico internazionale. La firma degli accordi, conclude la nota, è prevista entro i prossimi venti giorni, in modo da consentire alla DiBenedetto As Roma Llc di presentare le garanzie convenute con riferimento all'adempimento degli impegni negoziati. «Non riusciamo a firmare subito - aveva ammesso il deputy Ceo di Unicredit, Paolo Fiorentino lasciando la riunione dopo oltre tredici ore serrate -. Ma le cose procedono bene. L'accordo sulla parte economica è ben saldo: non è vero che c'è distanza tra domanda e offerta».

E subito dopo anche DiBenedetto, che in giornataha fatto visita anche all'Antitrust, uscendo dallo studio accompagnato da un'autista aveva alzato il pollice verso l'alto come per dire «è tutto Ok».

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