martedì 8 marzo 2011

Roma a Donetsk per l'impresa. Totti agli Usa: "Resti Montella"

Stasera i giallorossi cercheranno di ribaltare il 2-3 dell'andata.
Il capitano è ottimista.

LASTAMPA
Il salto in avanti di Vincenzo Montella continua. Dai Giovanissimi (21 partite, 21 vittorie) alla panchina della Roma prima in campionato (2 successi su 3 fino ad ora) e, adesso, in Champions League. A Donetsk fa freddo - meno 6 - e i numeri della truppa Lucescu mettono paura - non perdono in casa dal 22 ottobre 2008, ovvero da 53 gare - tanto che parlare di impresa appare fin troppo lapalissiano.

La Roma parte dal ko dell'Olimpico (3 a 2 per lo Shakhtar) e per provare a ribaltare il pronostico si affida ai «senatori», o, meglio, è la vecchia guardia che per l'occasione torna ai pieni poteri. Così la vigilia vive sulla mozione degli affetti fra compagni di squadra di mille battaglie. Attacca Totti: «Quando Vincenzo (Montella, ndr) si è presentato nello spogliatoio sembrava facesse l'allenatore da vent'anni. Stiamo parlando di un tecnico giovanissimo ma che ha tutto per diventare un grande in futuro perché ha le idee chiare ed è molto determinato. Noi lo seguiamo perché speriamo di poter rimanere insieme anche dopo la fine della stagione. Avendo in casa uno così che senso ha cambiare?».

L'investitura è ufficiale, il messaggio agli americani anche. Montella ringrazia: «Allenare Francesco è un piacere...». Questione di rapporti, dunque. Consolidati nel tempo anche se Totti si ribella davanti al tam tam capitolino: «Comunque non l'ho scelto io Vincenzo perché giocassi sempre come dicono alcune radio dei tifosi. Io solo nello spogliatoio come sostiene Ranieri? No, non mi sento solo. E comunque meglio soli che male accompagnati...».

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