venerdì 15 aprile 2011

CESSIONE ROMA: CI SIAMO


BOSTON (Usa), 15 aprile 2011 - È ricominciata alle 15.25 (le 9.25 di Boston) la riunione che nel tardo pomeriggio dovrebbe portare al definitivo passaggio della Roma alla società americana di Thomas DiBenedetto. L'affare è ad un passo, la trattativa è conclusa. Ieri è arrivato a Boston Thomas DiBenedetto, i legali degli studi Tonucci e Bingham hanno passato tutta la giornata a tirargli la volata, a lui compete il colpo di reni finale, dopodiché potrà sollevare le braccia al cielo. "Sono ottimista, ormai è solo questione di ore", fa sapere ai suoi collaboratori.
L'AGENDA — Il gran giorno è arrivato, cala il sipario su diciotto anni della gestione Sensi. Dall'Italia ieri sera è sbarcato anche Attilio Zimatore (con un rappresentante della Rothschild, Francesco Bertocchini), professore universitario e presidente del cda di Roma 2000 venuto apposta per ratificare il passaggio di consegne del 67% del club giallorosso (la DiBenedetto LLC avrà il 60%, UniCredit il 40%). L'agenda prevede che l'atto conclusivo si consumi entro mezzogiorno, le sei del pomeriggio in Italia: riunione e firme su un contratto preliminare che i passi obbligati da Antitrust e Consob in un mese renderanno definitivo. A seguire, breve conferenza stampa. All'una Pallotta deve scappare, ha un altro appuntamento. Cos'è la Roma per il 18° uomo più ricco di Boston, detto anche "il re degli hedge fund"? Un altro affare, ma forse un pizzico più speciale: da giorni questo sportivo di successo con genitori di origine romane (e romaniste?) lavora fianco a fianco con DiBenedetto per pianificare la crescita di quest'altra sua creatura. Solo, ieri si è stupito di trovarsi schiere di fotografi e telecamere davanti al portone di casa. La "coda del mostro" (copyright DiBenedetto) ha già sconvolto Boston, come volevasi dimostrare.


ATTENTI A QUEI DUE — Questi simpatici italo-americani volano alti: vittorie, trofei, tournée estive, academy sparse nel mondo per scovare nuovi talenti, perfino una hall of fame con Francesco Totti tessera numero 1. Sognano? Loro ci credono, ma sanno che occorreranno anni. Ora tirano fuori una cinquantina di milioni per rilevare il pacchetto di maggioranza, ne metteranno altrettanti con UniCredit per l'aumento di capitale. E' un progetto a lungo termine, un quinquennio almeno, che dovrà superare delle tappe. La prima, la più dura perché andranno sistemati i bilanci, prevede investimenti, ricambio della squadra, ringiovanimento, snellimento del tetto ingaggio. Senza rinunciare al talento, of course.

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