lunedì 11 aprile 2011

Rosiconi laziali all'attacco

LA STAMPA


Uno spettro in zona Champions. Nel giorno in cui la Lazio torna ad impossessarsi del quarto posto, è la Roma a fare da bussola agli umori degli uomini di Reja e dei loro tifosi. Ad Udine, sabato sera, ha preso corpo un paradosso: perché mentre i giallorossi interrompevano la corsa di Di Natale e soci, creando i presupposti per la domenica perfetta dei biancocelesti chiamati a battere il Parma, le polemiche dei friulani per un penalty non concesso hanno fatto scattare l'allarme.

I veleni, mentre Hernanes e Floccari facevano come previsto un sol boccone degli emiliani, partivano dagli spalti: «Vinciamo senza rigori», il coro dell'Olimpico. Ai microfoni, il tema prediletto da presidente, allenatore e giocatori era lo stesso: «La Lazio ha messo in campo una task force per valutare l'andamento di queste ultime sei partite», l'avvertimento di Lotito. «Se non entreremo in Champions, forse non sarà dipeso da noi», così Brocchi. Il più malizioso risultava Reja: «Non so se la situazione societaria della Roma, con un passaggio di proprietà, possa determinare una certa fortuna: mi auguro di no. In ogni caso sono preoccupato. Vorrei che le prossime partite fossero corrette, durante l'anno non è stato così. Gli arbitri non devono essere condizionati».

Con il fantasma di Totti a -4 punti, è di nuovo derby. Dopo il filotto di cinque stracittadine perse, ecco gli ingredienti del tecnico laziale per vincere almeno il confronto a distanza: «Il calendario non è favorevole (l'Olimpico sarà giallorosso quattro volte su sei, ndr), servono due colpi fuori casa. Conterà la condizione fisica, la mentalità, l'esperienza e soprattutto... il mestiere». È più soffice, l'ultima stoccata.

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