giovedì 26 maggio 2011

Roma-Luis Enrique. Montella si tira fuori

Oggi Luis Enrique41 anni, contratto in scadenza con il Barcellona B, è il prescelto per la panchina della Roma. Baldini lo ha già contattato, mentre un incontro vero e proprio è in programma (ma da confermare) per la prossima settimana. Il curriculum dello spagnolo incarna in tutto per tutto lo spirito con cui si sta costruendo il club giallorosso: ovvero, la capacità di allevare il settore giovanile e riconoscere i migliori, poi la bravura nell'insegnare calcio e di lavorare con i talenti. Pedro, Jeffren Suarez, Thiago Alcantara, Giovani e Jonathan Dos Santos, sono soltanto alcuni dei nomi più conosciuti cresciuti sotto la sua gestione.
Durante l'ultima stagione, in particolare, Luis Enrique è stato l'artefice del quarto posto ottenuto in 2° Divisione, conseguito grazie ad un gioco frizzante ed offensivo, basato sul 4-3-3. La dimostrazione sta nel secondo attacco del campionato e nei pareri degli addetti ai lavori: chi segue la seconda squadra blaugrana sostiene come questa sia la fotocopia perfetta di quella di Guardiola. Ed è stato proprio Pep a segnalare il nome del suo vice a Baldini, quasi a scusarsi per la sua mancata disponibilità ad allenare i giallorossi, in base ad un accordo già trovato con il club catalano per un ulteriore anno.
'Se me lo avessi chiesto un mese fa...' avrebbe sussurrato a malincuore lo stesso Guardiola al futuro dg al termine della telefonata. Tra un anno, chissà. Ma al di là dei possibili scenari, è impossibile da non notare come il profilo di Luis Enrique sia molto simile a quello di Vincenzo Montella. L'Aeroplanino, di fatto, si è escluso da solo dalla corsa. Sabatini e Baldini erano convinti, in caso di risposta negativa da parte di Villas Boas e Guardiola, a lasciargli le chiavi dello spogliatoio. A far vacillare quest'intenzione non sono stati i risultati sportivi, ma la frase pronunciata dall'ormai ex tecnico romanista dopo la partita persa a Catania: 'Se venissi scelto io dovrei avere voce in capitolo, anche per la risoluzione di alcuni aspetti'. Queste parole sarebbero state in seguito corredate da altre ancora più stizzite pronunciate a microfoni spenti e riportate agli uomini DiBenedetto. L'atteggiamento non è piaciuto ai futuri proprietari della Roma, perchè considerato come un atto di presunzione non consono per un dipendente, oltretutto, ad inizio carriera. Montella, allora, nel frattempo continuerà a studiare, mentre Baldini cercherà di concretizzare, nel giro di una settimana, la propria voglia di blaugrana, o quantomeno di 4-3-3. Infatti in caso di rifiuto di Luis Enrique, tornerebbe a galla il nome di Delio Rossi. A mandarlo è Zeman. Un'altra sicurezza.

CESSIONE ROMA-Ghizzoni: ‘La cessione dell’As Roma va verso la conclusione’

ROMANEWS


GHIZZONI SULLA CESSIONE DELLA ROMA – Federico Ghizzoni, amministratore delegato di Unicredit, ha parlato ad Mf-DowJones ai margini di un’assemblea di Confindustria. Queste le sue dichiarazioni, dopo l’ok dell’Antitrust: ‘stiamo andando verso la conclusione‘. Siamo sempre più vicini insomma alla cessione dell’As Roma alla cordata americana guidata da Thomas DiBenedetto.

sabato 21 maggio 2011

ROMA, OGGI ARRIVA PALLOTTA


.
IL CORRIERE DELLO SPORT - James Pallotta sbarca og­gi a Roma. Magari con sorpresa di qualche inguaribile bontempone (eufemismo), ma ecco a voi mister Pallotta, uno dei quattro soci che a Boston, il quindici aprile scorso, hanno acquisito il pacchetto di maggioranza della società giallo­rossa.
ARRIVO - Ha volato con un jet priva­to, un Global Express, decollato dall’aeroporto di Bedford nel Mas­sachussets, la compagnia privata si chiama Raptor, guarda un po’ proprio come il suo fondo principale. Il re dei fondi specula­tivi si è presentato nella capitale ac­compagnato da sei dei suoi principali manager ( è molto, ma molto probabile che lunedì mattina alcuni di questi ma­nager si presentino a Trigoria per un in­contro con la dotto­ressa Cristina Maz­zoleni). Stasera ha in programma una cena che sarà offer­ta dai vertici di Uni­credit in cui certamente si discute­rà del prossimo futuro della socie­tà giallorossa. C’è molta riserva­tezza al proposito, come magari è giusto che sia, ma di sicuro si può dire che a Trigoria sono stati già riservati sette biglietti di quelli buoni per domenica sera quando all’Olimpico la deludente Roma di quest’anno concluderà la stagione ospitando la retrocessa Sampdo­ria. Un modo perfetto per ricam­biare dell’ospitalità di Pallotta a Boston che, quando arrivarono i dirigenti di Unicredit, la sera fu­rono ospiti del Boston Garden per l’ultima partita di stagione regola­re tra i Boston Celtics (Pallotta è tra i proprietari del leggendario club Nba) e i Knicks di New York. C’è peraltro chi sconsiglia Pallotta and partners di presentarsi al­l’Olimpico, staremo a vedere se si farà convincere.
DIBENEDETTO - E mister Tom quan­do arriva? Il futuro presidente gial­lorosso tutti i giorni è in contatto con i suoi referenti italiani, vuole cominciare il prima possibile ma arriverà nella capitale quando si sarà concluso l’iter burocratico. Il sì dell’Antitrust prevedibilmente ci sarà la prossima settimana, co­munque entro la fi­ne di questo mese. E’ stata, peraltro, presentata una sola richiesta, un piccolo chiarimento su co­me si svilupperanno alcune operazioni, la risposta è stata data in pochi minuti. Dopo il sì dell’Anti­trust ci sarà bisogno di qualche giorno per preparare la do­cumentazione per il closing, che poi sa­rebbe la chiusura solo che pare sia ob­bligatorio usare l’in­glese altrimenti si fa brutta figura. Negli stessi giorni sarà convocata l’assemblea degli azionisti che do­vrà far decadere il Cda attuale e nominarne uno nuovo che sarà composto da tredici membri (l’uni­co supersiste dovrebbe essere l’av­vocato Cappelli). Alla luce di que­ste scadenze, l’arrivo di DiBene­detto al momento dovrebbe essere fissato dal cinque giugno in poi. Una volta arrivato il nuovo presi­dente della Roma terrà una confe­renza stampa in cui ha già fatto sa­pere di voler annunciare allenato­re e due acquisti. Sarebbe ora.

venerdì 20 maggio 2011

Montella scommette ancora su Totti-Borriello

LEGGO


ROMA – Mentre impazzano le voci di mercato, a Trigoria si continua a preparare la sfida di domenica sera contro la retrocessa Sampdoria. Ai giallorossi basta un punto per qualificarsi matematicamente in Europa League. Montella però dovrà fare a meno degli infortunati Cassetti, Brighi e Juan, oltre allo squalificato De Rossi. Anche Greco non è al meglio, così Montella sarà costretto nuovamente a riproporre il 4-4-2 con la coppia Totti-Borriello in attacco e il ritorno di Perrotta al fianco di Pizarro a centrocampo. A Trigoria ieri si è rivisto anche Stefano Okaka, tornato anzitempo dal presito al Bari (ormai retrocesso), dove era approdato a gennaio.
Sul fronte societario invece c’è da registrare il ritardo dell’Antitrust. «Ancora non ci siamo espressi in merito al dossier As Roma. Contiamo di farlo entro la fine del mese», ha dichiarato ieri Emanuela Goggiamani, capo ufficio stampa dell’Autorità Garante. Per ultimare l’iter relativo al passaggio della Roma nelle mani di Thomas DiBenedetto e soci quindi bisognerà attendere almeno il 31 maggio. L’investitura ufficiale del nuovo presidente giallorosso potrebbe perciò slittare dal 3 al 10 giugno.

Una Roma da vertice

"Sarà una Roma competitiva". Arriva da Unicredit quel segnale di «chiarezza» sul futuro invocato qualche giorno fa da Montali. Paolo Fiorentino, il dirigente della banca che ha partecipato da protagonista alle trattative con il consorzio di Thomas DiBenedetto, chiarisce innanzitutto l'aspetto più spinoso dell'accordo: «Tutte le strategie - assicura Fiorentino - di carattere sportivo le lasciamo agli americani». Il ruolo di Unicredit, che avrà il 40% delle quote della nuova società controllante, sarà quindi di supporto finanziario e di controllo, grazie ai cinque uomini sui tredici totali che entreranno nel cda del club.
«L'idea è di fare una squadra competitiva»: Fiorentino ne è convinto, nonostante l'ultima stagione fallimentare e le tante difficoltà che aspettano i nuovi proprietari. «La Roma viene fuori da un anno sfortunato nel quale il caos economico intorno alla società non ha giovato. Quindi direi che guardiamo con ottimismo al futuro. I mancati introiti dalla Champions League sono un problema ma non "il problema": avevamo fatto un piano con gli americani che già prevedeva il mancato accesso alla Champions, quindi sono di fatto confermate le nostre previsioni, che non erano ottimistiche.
Sapete che abbiamo intenzione - ha chiuso il dirigente a margine di una presentazione di una campagna pubblicitaria della banca a Milano - anche di fare un aumento di capitale della Roma, quindi predisporre le risorse necessarie». Baldini e Sabatini, gli uomini che stanno costruendo il futuro, partono quindi da basi solide. Il primo lavora a Londra in attesa di sbarcare a Trigoria in autunno, l'altro nel suo studio a Roma dove ieri ha ricevuto il contratto da firmare nei prossimi giorni.
L'incarico di Sabatini verrà ufficializzato subito dopo la fine del campionato: sarà effettivo dal 1° luglio ma c'è bisogno di certificare il prima possibile la carica di direttore sportivo. Con buona pace di chi a Trigoria ci lavora adesso eppure non conosce ancora il proprio destino. Aspettando l'arrivo in Italia di DiBenedetto e del suo socio Pallotta, la scelta del nuovo allenatore è entrata nel vivo. La «lista A» comprende soluzioni non più percorribili: Guardiola, Villas Boas e Wenger. Se il fallimento del traguardo-Champions non stravolge la programmazione finanziaria, il progetto tecnico ne risente eccome. E allora il successore di Montella uscirà da una «lista B» piena di tecnici stranieri e giovani.
Tra questi ci sono sicuramente Didier Deschamps, contattato da Baldini nei giorni scorsi e in procinto di lasciare il Marsiglia (ha una clausola liberatoria da 3 milioni di euro), il collega francese Rudi Garcia che oggi dovrebbe soffiargli lo scudetto lo scudetto con il suo Lilla e il portoghese Domingos dello Sporting Braga, avversario oggi di Villas Boas nella finale di Europa League e, a quanto pare, già in parola con lo Sporting Lisbona. Sensazioni? Tra i tre Deschamps è l'unico davvero in corsa. Come Delio Rossi: l'ex laziale è il solo rappresentante italiano della lista. E non è ai primi posti. Si lavora sodo anche sul mercato. Serve un portiere e diversi indizi portano a De Gea dell'Atletico Madrid e Rafael del Santos. Quest'ultimo è extracomunitario, come l'esterno croato Tomecak: un altro assai gradito a Sabatini ma al momento non tesserabile.

sabato 14 maggio 2011

Roma, vincere a Catania per evitare di finire al sesto posto

IL MESSAGGERO



Qualificazione Champions ancora possibile
ma l'incubo sono i preliminari di Europa League



ROMA - Finisse oggi il campionato, la Roma, quinta in classifica in virtù dei migliori risultati negli scontri diretti con la Lazio, nella prossima stagione parteciperebbe all’Europa League. E, da quinta, dovrebbe cominciare a giocare per l’Europa il 18 agosto (gara di ritorno il 25) per il quarto turno dei preliminari (insieme con il Palermo, se vincerà la Coppa Italia). Ma dato che la squadra di Vincenzo Montella è ancora in corsa per il quarto posto, è il caso di ipotizzare anche uno scenario diverso: giallorossi ai preliminari di Champions, quindi impegni europei (quarto turno preliminare) il 16/17 agosto (gara di ritorno il 23/24). E’ evidente che la differenza di date non è così marcata, mentre assai diversa è la parte economica della faccenda. Perché, si sa, un conto è prender parte alla fase a gironi della Champions (inizio gare 13/14 settembre) e un altro ai gironi dell’Europa League (inizio 15 settembre). 

Ballano un sacco di soldi: la sola partecipazione alla Champions, del resto, vale minimo 7.1 milioni, ogni vittoria regala al club altri 800mila euro, un pareggio vale 400mila euro e il passaggio agli ottavi un assegno da tre milioni netti. La qualificazione all’Europa League, invece, regala un premio di partecipazione di appena 640mila euro.

Al di là del fattore economico, per la Roma sarebbe un vero e proprio guaio finire il campionato al sesto posto (e con il Palermo vincitore della Coppa Italia: in caso di sconfitta contro il Milan, siciliani sesti): in questo caso, la squadra giallorossa sarebbe costretta a giocare il primo preliminare di Europa League il 28 luglio (ritorno il 4 agosto). Tutto ciò significherebbe cominciare la preparazione intorno alla fine di giugno, cioè tra poco più di un mese. 

Per la nuova Roma, quella targata Usa, sarebbe un problema grosso, dato che, al momento, non si sa ancora chi sarà l’allenatore e che tipo di acquisti verranno fatti. La nuova Roma, per mille motivi, avrà bisogno del maggior tempo possibile per costruirsi, e cominciare a giocare per i tre punti già alla fine di luglio potrebbe rappresentare un handicap. Senza dimenticare che tutta la stagione si allungherebbe, con il rischio di trovarsi in primavera o giù di lì con il fiato corto.

Ecco, quindi, che la partita di domani a Catania assume un valore doppiamente delicato: la Roma deve cercare di conquistare la vittoria non soltanto per alimentare il sogno Champions, ma anche per allontanare quanto più possibile il sesto posto. Se domani non riuscisse a vincere, la partita contro la Sampdoria all’Olimpico avrebbe un valore relativo. 

Ma le notizie che arrivano da Trigoria non sono belle: è complicato assai il recupero di Pizarro, ad esempio. Mexes e Brighi sono rotti, De Rossi e Perrotta squalificati (accolto il reclamo per Simone: potrà affrontare la Samp). Poi c’è Juan che zoppica. E Borriello che scalpita per giocare dall’inizio. Con Totti. In ogni caso, sarà una Roma fortemente in emergenza contro un Catania che, già salvo, in uno stadio esaurito vorrà congedarsi festosamente dal proprio pubblico.

Il 3 giugno DiBenedetto presidente


IL ROMANISTA- C’è una data nell’agenda degli avvocati che stanno lavorando sulla cessione dell’As Roma. Una data precisa. Storica. È il 3 giugno.
Quel giorno, Thomas Richard DiBenedetto dovrebbe diventare il nuovo presidente della società. E magari non è un caso, perché il 3 giugno DiBenedetto compirà 62 anni. Manca poco, la nuova Roma sta per vedere la luce. Mercoledì scadrà il termine per il deposito all’Antitrust di eventuali osservazioni da parte di chi intendesse contestare l’operazione. È un atto formale, ma indispensabile.
L’Autorità che vigila sui mercati finanziari dovrebbe concedere il nulla osta entro la fine del mese. A quel punto, non ci sarà più alcun ostacolo per la formazione del nuovo Consiglio di amministrazione dell’As Roma. Data prevista fino a ieri, a quanto ci risulta, il 3 giugno appunto. Il vecchio Cda presenterà le dimissioni, mentre il nuovo sarà composto da tredici membri.
Otto posti andranno alla cordata americana guidata da DiBenedetto, che sarà eletto presidente. Il resto sarà in mano a Unicre it, attualmente socio al 40% della Neep, la holding che per il 60% è partecipata da D’Amore, DiBenedetto, Pallotta e Ruane e che controllerà l’As Roma, oltre alla Brand Management (marchio) e all’As Roma Real Estate (Trigoria). Il consorzio a stelle e strisce tace, ma dietro le quinte si sta lavorando affinché il progetto nasca vincente. A cominciare dalla squadra. Sono previsti otto ingaggi, due campioni e sei giovani di talento. I ruoli? Un portiere, un centrale difensivo, un laterale basso e uno alto sia a destra sia a sinistra, un centrocampista e un attaccante. Resterà De Rossi, e dovrebbe restare salvo colpi di scena anche Montella.
L’organigramma sta prendendo corpo. Baldini, l’architetto del terzo scudetto e il futuro braccio operativo di DiBenedetto, verrà sicuramente. Si dice ad ottobre, ma si sta facendo di tutto per fare prima. La casella di direttore sportivo sarà occupata da Sabatini. L’ex ds del Palermo vorrebbe continuare a lavorare con Daniele Pradè. Ma all’attuale capo del mercato della Roma  on è stato proposto ancora nulla. Ha altri due anni di contratto. Se però gli sarà chiesto di lasciare, lo farà. Lo farà per il bene della società che porta nel cuore e che ha degnamente servito, con pochi mezzi e grandi colpi, subentrando nel 2004 proprio a Baldini.
Resterà anche Montali. Il direttore operativo, che sta tenendo a galla la barca in questo passaggio di consegne, ieri ha lanciato un messaggio agli americani: «Quando arriverà la nuova proprietà, dovrà essere molto chiara con i nostri tifosi, perché il nostro pubblico capisce tutto e merita rispetto. E quest’anno hanno dimostrato un attaccamento ai colori che va oltre, anche in tante partite in cui venivamo da brutte sconfitte. Questo è un momento delicato, di transizione, ci sono dei passaggi tecnici che vanno rispettati e anche il silenzio va rispettato».
Prima agli americani. Poi Montali ha lanciato un messaggio pure ai giocatori: «Le motivazioni ci sono eccome. Dobbiamo fare due vittorie e sperare che le altre squadre facciano il loro dovere  Chievo e Milan, sono sicuro, giocheranno con etica professionale. Per noi, Catania è la partita della stagione. Dobbiamo andare là con la mentalità vincente da quando saliremo sull’aereo. Abbiamo un solo risultato. Senza la vittoria, l’ultima partita non servirebbe a nulla. Ora basta scuse. Alibi. Ne abbiamo avuti troppi. Dobbiamo solo vincere, anche per i tifosi. Non abbiamo altre possibilità».

A Catania con Totti-Borriello Sconto a Perrotta, De Rossi no

IL TEMPO

Il possibile è stato fatto, per l'impossibile non c'è stato niente da fare.

Ieri pomeriggio, dopo l'audizione dei diretti interessati accompagnati dall'avvocato Antonio Conte e dal direttore operativo Gian Paolo Montali, la Corte di Giustizia Federale ha parzialmente accolto il ricorso per Simone Perrotta e respinto in toto quello per Daniele De Rossi: sconto da tre a due giornate per il primo (che sarà a disposizione per Roma-Samp), stagione finita per il secondo. A Trigoria, invece, Montella ha continuato gli esperimenti per Catania: si va, nonostante tutto sarà in discussione fino all'ultimo secondo, verso un 4-4-2 di partenza con Totti-Borriello davanti e due tra Taddei, Vucinic e Rosi esterni. Praticamente out, a meno di un mezzo miracolo, Pizarro, ieri ancora dolorante. Nessun problema, solo un lavoro a parte già programmato, per Juan.

Pizarro non vuole arrendersi

IL CORRIERE DELLO SPORT - Pizarro all’ultimo respiro. Il cileno anche ieri non si è allenato [...]. Ieri aveva ancora dolore, ma questa mattina farà un test a Trigoria, che servirà a capire se potrà scendere in campo domani a Ca­tania. Le speranze di Montella e dello staff medi­co sono ridottissime, ma il ci­leno non si tira indietro. Per l’ultima trasferta [...] il tecnico dovrà sceglie­re una formazione d’emer­genza e sta pensando di con­fermare Borriello, dopo la po­sitiva prestazione contro l’In­ter. Con l’ex milanista in cam­po dall’inizio al fianco di Totti il modulo potrebbe essere il 4-4-2. Il dubbio ri­guarda la scelta degli esterni. Taddei sembra sicu­ro, si giocano un posto Vucinic e Rosi. Il montene­grino è favorito, [...] ieri si è allenato regolarmente con i compa­gni. Con Vucinic largo a sinistra, posizione che ha occupato anche con Ranieri, la squadra sarebbe molto sbilanciata in avanti. Ma a Catania contano solo i tre punti, per continuare a sperare nel quar­to posto. In alternativa il modulo, con gli stessi uo­mini, potrebbe essere il 4-3-2-1, come la Roma ha giocato nella ripresa a Milano contro l’Inter. CHANCE – Sicura la conferma di Simplicio, molto probabile quella di Greco, che sarà promosso ti­tolare, per la prima volta durante la gestione Montella, in caso di forfait di Pizarro. La difesa sarà con­fermata [...]a comincia­re da Doni. Ieri Juan ha con­cluso in anticipo l’allenamen­to per un affaticamento mu­scolare, ma la sua presenza in campo non sembra in dubbio. PERROTTA – Intanto ieri l’avvo­cato Antonio Conte ha portato a casa un altro suc­cesso professionale. La Commissione Disciplina­re ha parzialmente accolto il ricorso presentato dalla Roma, riducendo a due le giornate di squa­lifica di Perrotta, mentre sono rimaste tre quelle di De Rossi. Il centrocampista calabrese potrà giocare [...] contro la Sampdoria all’Olimpico. Il ri­corso è stato presentato anche per De Rossi, per tutelare a livello d’immagine il vice-capitano, ma in realtà per lui non c’erano speranze. [...]. Molto positivo il di­scorso fatto da Montali a favore del centrocampi­sta. L’avvocato Conte aveva portato come esem­pi le riduzioni di pena di Ibrahimovic e di Radu, ma il referto dell’arbitro Russo su Bari-Roma, era pesantissimo. Per Perrotta invece, nonostante il diretto­re di gara avesse usato la ma­no pesante, ha contato la si­mulazione eccessiva di Ma­siello dopo il colpo. AMICHEVOLI – Intanto i diri­genti stanno valutando alcu­ne offerte per partite alla fine del torneo. A Budapest e San Benedetto del Tron­to il trattamento economico è troppo basso. Sono rimaste in esame le proposte ricevute dall’Egitto [...]e dal Corinthians. Sarebbe un’amichevole per sistema­re la questione con Rinaldi, il procuratore di Adriano, che ha bussato a quattrini.

lunedì 9 maggio 2011

Menez lavora sodo e punta Milano

IL CORRIERE DELLO SPORT – Menez deve aver capito che i suoi atteggiamenti in allena­mento non sono stati irreprensibili nei giorni scorsi. Ieri, dopo l’esclu­sione contro il Milan, si è impegna­to a fondo a Trigoria. Montali ha detto al francese di non mollare: sarà importante nelle prossime partite. Anche alla luce del­le assenze, ci sarà bisogno di lui. Saba­to sera Montella ha scelto per il bene della squadra. [...] Ieri tra i due nessun chiarimento, solo due paro­le in campo. [...] La sua non è stata una boccia­tura, anche se la sua avventura al­la Roma è agli sgoccioli. Già mer­coledì potrebbe giocare, è in ballot­taggio con Rosi per il ruolo di ester­no destro, Taddei in Coppa Italia è squalificato, come Totti. Al centro dell’attacco ci sarà Borriello, uno degli attaccanti esterni, tra Menez e Vucinic, partirà dal­la panchina, per ave­re un cambio nel re­parto offensivo. Cas­setti ha una caviglia gonfia, lo stesso Rosi ha un’infiammazio­ne all’inguine. I due ieri non si sono allenati, Montella spera di recuperarli, ma deve in­ventare la formazione, anche se ri­trova De Rossi e Perrotta [...]NIENTE OPERAZIONE - La stagione è finita per Matteo Brighi. Il centrocampsta ha riportato una frattura del terzo prossimale diafisario del perone destro. Una brutta frattura, perchè è interessato un nervo mol­to delicato. Ieri il giocatore è stato ricoverato a Villa Stuart, [...] il primario di ortopedia ha deci­so di evitare l’inter­vento. Il giocatore resterà fermo per due mesi e porterà un gambale protetti­vo. Oggi dovrebbe lasciare la clini­ca.REBUS – Domenica a Catania Mon­tella avrà problemi a centrocampo. Senza De Rossi, Perrotta e Brighi, con Pizarro in mezzo al campo do­vrebbe esserci Simplicio, mentre Greco potrebbe avere una chance da trequartista. Montella in questofinale vuole gente che ci crede. I ri­sultati di ieri dicono che la corsa al quarto posto non è finita, anche se ora il Catania, prossimo avversario della Roma, è salvo [...]. E all’ultima giornata c’è la Samp, che da ieri si sente più in B, ma potrebbe ancora do­ver lottare per sal­varsi.DATE -La stagione sta per concludersi e determinerà l’inizio della prossima. Se la squadra sarà impegnata nei preli­minari (Champions o Europa Lea­gue), partirà per il ritiro tra il 3 e il 4 luglio, in caso contrario tra il 14 e il 15. La sede sarà ancora Riscone di Brunico, a prescindere da chi sa­rà l’allenatore. [...]

domenica 8 maggio 2011

Roma non è finita qui

IL CORRIERE DELLO SPORT - Il Milan fa festa [...], la Roma prova ancora a credere alla Cham pions. Ma è dura, durissima, soprattutto se oggi, al Friuli di Udine, una delle due squadre uscirà con i tre punti. Di sicuro, comunque, non sarà stata questa partita con i nuovi campioni d’Italia a costituire il maggior rimpianto [...]. Il pareggio con il Milan ci può sta­re, soprattutto un Milan che aveva bisogno di un punto [..], quel lo che non doveva starci sono stati i tanti passi falsi imprevisti [..]l) a fare da zavor ra in una classifica che, ma tematica alla mano, vede la Roma non ancora sicura neppure dell’Europa Lea gue.SPERANZA – Eppure non c’è voglia di arrendersi, ci sono ancora centottanta minuti da giocare, che potranno es sere determinanti soprat tutto se oggi ci saranno al cuni risultati favorevoli, co me per esempio anche un Catania imbattuto a Brescia. David Pizar ro[..], è un ragazzo che non è abituato a regalare illusioni, è consa pevole che ora l’ipotesi Champions è lega ta un filo sottilissimo, anche se non ha nes suna intenzione di mollare: « Ci sono anco ra due partite da giocare, una sul campo del Catania, poi la chiusura qui all’Olim pico contro la Sampdoria. Noi dobbiamo pensare a fare sei punti. Servono due vit torie per poter ancora sperare, sempre che ci siano una serie di altri risultati a noi fa vorevoli. Perché altrimenti è dura, durissi ma. Contro il Milan abbiamo dato il mas simo, ci abbiamo provato sino all’ultimo» .POSSIBILITA’ – Aleandro Rosi ha provato in un paio d’occasioni a mettere paura ad Ab biati. Entrato al posto di Matteo Brighi [..], l’esterno ha rischiato di rovinare la festa ai rossoneri, poi alla fine è stato costretto a uscire per un risentimento all’inguine: « Battere il Milan non è facile per nessuno, noi ci abbiamo provato disputando credo una buona partita. Nel primo tempo pro­babilmente avremmo meritato di fare un gol. Io ci ho provato a segnare, se fossi riu scito ad angolare di più sul primo palo quel tiro nei primi quarantacinque minu­ti, neppure Abbiati ci sareb be potuto arrivare. Il fatto che al Milan fosse sufficien te un pareggio, penso che un po’ abbia condizionato la partita. Nella corsa Cham pions credo che abbiamo ancora delle possibilità. Certo molto dipenderà dal risultato dello scontro diret to tra Udinese e Lazio. Se pareggiano, saremo ancora in corsa a patto ovviamente di vincere le ultime due ga re » .OTTIMISMO – Il più ottimista dei pochi giallorossi che si sono fermati a parlare nel dopo partita, è stato Marco Cassetti, [...]protagonista di una buona presta­zione: «Io credo che abbiamo le stesse pos sibilità di prima di centrare il quarto po sto. Vediamo cosa succede a Udine e poi ne riparleremo. Contro il Milan credo che di più non potevamo fare. Nel primo tem po abbiamo disputato un’ottima partita, creando due- tre occasioni importanti, se fossimo riusciti a passare in vantaggio non ci sarebbe stato niente da dire. Nella ripre sa, invece, è venuto fuori il Milan, abbia mo sofferto pur concedendo pochissimo ai rossoneri. Alla fine ci abbiamo riprovato ma il Milan era a un passo dallo scudetto e non ha commesso errori» . 

Montella: "Ci credo ancora" C'è un nuovo caso Menez

LA REPUBBLICA


Il tecnico giallorosso mostra di non aver accantonato le speranze di quarto posto: "Restiamo in corsa, i giocatori hanno interpretato bene la gara". Il francese non gradisce il mancato ingresso in campo, e sulla scelta di Caprari fa il Mourinho: "Pourquoi?"


ROMA - Negli occhi la festa del Milan in casa propria. Nella testa la consapevolezza di aver complicato nuovamente la strada che porta verso il quarto posto. Ma tra i ricordi della serata, l'unico che nessuna telecamera ha immortalato è, forse, il più significativo. Quel "pourquoi" mugugnato da Menez quando, a 5 minuti dalla fine, Montella lanciava in campo l'esordiente Caprari, preferendolo proprio a lui.

CASO MENEZ - Certamente non resteranno nella storia di questa stagione come quelli di Mourinho a Madrid, ma i "pourquoi" di Menez somigliano a un sipario che cala sulla sua avventura romanista. "Perché lui e non me?", si domandava il francese sfogandosi con alcuni giornalisti suoi connazionali lasciando l'Olimpico. Qualche metro più in là, a quella stessa domanda, rispondeva l'unico in grado di farlo: Vincenzo Montella. "Ho scelto Caprari perché in settimana l'ho visto più motivato di Menez, mi ha fatto vedere più voglia". Una spiegazione tanto semplice quanto dura. Ribadita qualche istante più tardi: "Faccio giocare solo chi mi fa vedere di aver voglia di ribaltare la situazione. Vucinic mi aveva mostrato questa voglia in settimana, altri no". Messaggio chiaro. Ufficialmente, Menez non fa una piega: "Sto bene e Montella lo sa. Sono disposizione dell'allenatore". Poi, però, cala un dubbio grande così sul proprio futuro: "Se resto a Roma? Ho ancora un anno di contratto, a giugno vedremo". Serve altro?

"SCUDETTO STRAMERITATO, NOI STANCHI" - Menez a parte, la serata dell'Olimpico ha visto soprattutto la festa del Milan, e una Roma incapace di reagire per cercare lo strappo che avrebbe voluto dire sorpasso Champions - almeno per una notte - alla Lazio. Montella lo sa: "La squadra era stanca e si è allungata - spiega il tecnico - il Milan è e venuto fuori con la sua fisicità e la sua tecnica". Elementi decisivi per la conquista del titolo, come sottolinea l'allenatore: "Scudetto meritato, è palese la loro superiorità. Basta anche vedere la loro panchina e la loro tribuna. Hanno strameritato il titolo e stasera ne ha dato la dimostrazione, noi siamo riusciti a tenerle testa. Se avessimo vinto avremmo avuto più possibilità. Siamo ancora in corsa e va accettato. Va accettato anche come hanno interpretato la partita i calciatori, secondo me sono stati bravi". Adesso, non resta che attendere i risultati della domenica: un pari tra Udinese e Lazio al Friuli potrebbe lasciare aperta almeno una finestra: "Fare questi calcoli sarebbe sbagliato, domani vediamo che succede. Poi prepareremo la gara di Catania, ma dobbiamo vincere entrambe, anche per il quinto posto, i rischi sarebbero tanti". La speranza, un biglietto per la finale di Coppa Italia a Roma: "Sarebbe un premio per tutti".

CASSETTI: "LOTITO HA LA MEMORIA CORTA" - Sulla stessa linea Cassetti: "Sicuramente non era un partita semplice, abbiamo giocato contro il Milan che ha meritato questo campionato. Primo tempo abbiamo fatto bene poi non riuscivamo più a salire come nel primo. Abbiamo preso un punto, vediamo domani". Poi, una stoccata a Lotito e al suo "tintinnio di manette", dopo Lazio-Juventus e Bari-Roma: "Non mi interessa di quello che dice Lotito, ha la memoria corta". Le brutte noizie, però, non arrivano solo dal campo: Brighi, uscito per un colpo alla gamba dopo una manciata di minuti. Per lui, il timore di una frattura del perone.

sabato 7 maggio 2011

ROMA-MILAN IN DIRETTA STREAMING - 07/05/2011


ROMA-MILAN
36° GIORNATA DI SERIE A
07/05/2011
ORE 20.45

COLLEGATI 20 MINUTI PRIMA CHE INIZI IL MATCH

                             

Montella avvisa il Milan "La Roma non farà sconti"


LA GAZZETTA DELLO SPORT


Il tecnico giallorosso e la grande sfida: "Credevo alla Champions quando eravamo a -7, adesso c'è un grande ostacolo, ma è meglio, perché dà le motivazioni che spesso ci hanno fatto fallire il salto di qualità. Preparo i miei a reagire anche agli errori arbitrali"



ROMA, 6 maggio 2011 - Montella si prepara alla sfida contro il Milan e fa capire che la Roma non ha intenzione di fungere da agnello sacrificale sull'altare dello scudetto rossonero. "Abbiamo visto nelle ultime settimane che può succedere di tutto, chi è davanti è in vantaggio, ma non è detto che chi sta dietro non possa giocarsi le sue carte. Mi aspetto un Milan che vuole fare risultato, anche facendo leva sulla sua serenità. Noi dovremo fare il massimo per vincere".
PANCHINA RAFFORZATA — Sulla sua permanenza in futuro sulla panchina giallorossa: "Posizione rafforzata? Non ho mai creduto alle percentuali né alle sensazioni. Contano i fatti sul campo. Sono sereno e lo ero anche quando si parlava della mia conferma al 90%. Se la nuova Roma farebbe bene a continuare sul discorso della giovane età anagrafica? Non lo so, sono lusingato dai tanti attestati di stima per il mio lavoro. Se son rose fioriranno..."
SPINE DIFESA — La difesa della Roma è la quartultima del campionato. "Poco equlibrio? Può essere. Non sempre riusciamo a difendere con dieci uomini e se vediamo le squadre in finale di Champions, si vede che hanno 10 uomini sempre sotto la palla per poi ripartire. In trasferta, forse, abbiamo più la predisposizione a giocare con più uomini dietro la palla, rispetto che in casa".
SIMPLICIO-MENEZ — Un dubbio dietro le punte. "Simplicio si allena bene e con professionalità, Menez ha caratteristiche diverse: devo fare delle valutazioni anche pensando alla posizione di Totti. Valuterò in generale sulla base anche di atteggiamenti comportamentali. Anche Borriello ha fatto bene per impegno e qualità: è una valutazione da fare, ma mi priverei di un Totti al 100%, che dà il meglio da prima punta".

GABBIA PER IBRA — Gabbia per Ibra? "Non so, devo valutare sulla base degli equilibri, ci organizzeremo per ovviare alle possibili incursioni dei giocatori del Milan".
VICENDE ARBITRALI — Poi, sule polemiche extra campo per i fischi arbitrali. "Noi non dobbiamo sprecare energie mentali per discorsi extra calcistici: devo preparare i ragazzi a eventuali errori degli arbitri, ma che non siano poi alibi per cose di altro genere. Li devo abituare a reagire alle difficoltà, che possono essere pure legate agli errori degli arbitri".
Vincenzo Montella, alla guida della Roma da fine febbraio. Ansa
Vincenzo Montella, alla guida della Roma da fine febbraio. Ansa
CHAMPIONS — Per il traguardo Champions, serve la massima attenzione e tanto carattere. "Segnare e vincere al 90' e oltre, come a Bari, vuol dire che hai le forze per volerlo fare e che la cosa non è poi così casuale. Non possiamo permetterci che qualcuno giochi al di sotto delle proprie possibilità contro il Milan. Credevo alla Champions anche quando eravamo lontani a 7 punti, perché c'erano delle possibilità di farcela. Adesso c'è un grande ostacolo e vediamo: meglio che ci sia il Milan per le motivazioni, visto che spesso siamo arrivati a un passo dal salto di qualità e non ce l'abbiamo fatta. Forse serve una molla in più perché la squadra dia il meglio. Siamo preparati all'idea che debbano bastare tre vittorie, forse sapere i risultati degli altri poteva aiutare, ma bisogna essere maturi nell'accettare le collocazioni del calendario: Udinese, Roma e Lazio potevano giocare in contemporanea, ma non sarà questo fattore che deciderà l'accesso o meno alla Champions. La Champions se la mertita chi farà più punti".
ARTHUR — Poi, un accenno ad Arthur e alle sue dichiarazioni di una Roma circondata da 'papponi'. "Ma, non so se Arthur è stato cacciato o meno, però qui è tutto ingigantito per passione o altro, ma certe situazioni succedono in tutte le squadre e in tutte le città".
CENSURA PER DE ROSSI E PERROTTA — Capitolo squalifiche. "De Rossi? Gli ho parlato subito dopo la gara di Bari, mi ha detto che voleva difendersi, ma dalle immagini si vede che è un fallo ingiustificabile. Sulle tre giornate non sta a me di sindacare, ma da allenatore è un fallo che non posso accettare. Dispiace, ma forse non se ne è nemmeno reso conto. Perrotta? Non ha fatto nulla, solo un gesto di ingenuità che un giocatore della sua esperienza non può commettere".
ALLEGRI-IBRA — Infine, chiosa sugli avversari. "Di Allegri mi colpiscono la serenità e l'equilibrio nel saper gestire le partite e come sa trasmetterlo alla squadra, oltre alla sue doti tecniche. Ibra? Se vince l'8° titolo di fila non è un caso, ha portato al Milan tanti punti".

mercoledì 4 maggio 2011

Burdisso carica la Roma «Champions possibile»

CORRIERE DELLO SPORT


Il difensore giallorosso: «Contro il Milan dovremo essere perfetti in difesa. Il quarto posto è alla nostra portata. Totti? Da lui mi aspetto ancora di più, per me giocare con lui è un vero onore»


ROMA, 4 maggio - «Possiamo centrare la Champions ma servirà una Roma perfetta in difesa». Nicolas Burdisso è pronto in vista del big match di sabato sera contro il Milan, una sfida che potrebbe rilanciare i giallorossi al quarto posto in classifica, in caso di notizie positive da Udine. «Quest’anno nelle partite importanti siamo stati sempre all’altezza della situazione», ha detto il difensore a Sky. «Contro il Milan avremo davanti una grande opportunità e dovremo essere bravi a sfruttarla. Possiamo finire bene questa stagione e ci teniamo particolarmente ad andare in finale di coppa Italia». Il problema vero della Roma di questa stagione è stata una difesa tutt'altro che impermeabile: «Si tratta di equilibri. Siamo una squadra molto offensiva e spesso difendiamo in pochi. Dobbiamo ritrovare la forma di un tempo». Chiosa su Totti che ha superato Baggio nella classifica dei marcatori più prolifici in serie A: «Io da Francesco mi aspetto ancora di più di ciò che sta facendo. Per me è un onore giocare con lui».

Senza Perrotta e De Rossi parte il valzer dei moduli

LA REPUBBLICA


Montella, che dovrà fare a meno dei due per il resto del campionato, studia le contromisure: si va dalla conferma del 4-2-3-1 con interpreti diversi, al rombo di centrocampo, al 4-4-2. In palio un solo posto libero per quattro candidati: Taddei, Menez, Simplicio e Borriello


ROMA - Da una parte, la Roma che prepara il ricorso contro le squalifiche di Perrotta e De Rossi. Dall'altra, la Roma che si prepara, sul campo, a chiudere la stagione senza i due centrocampisti. In attesa di leggere, studiare, verificare le possibilità offerte dalla documentazione prodotta dal giudice sportivo e dall'arbitro Russo per i comportamenti dei due giocatori, Montella studia alternative. Costretto a sostituire sia uno dei due mediani che l'incursore centrale, l'allenatore ha già scelto il primo cambio: Brighi, alterego di Perrotta nelle idee del tecnico, dovrà invece svolgere, da sabato e probabilmente fino a fine campionato, compiti e mansioni solitamente affidate a De Rossi. Liberando una maglia alle spalle della punta. Da oggi, si è iniziato a lavorare.

Tre moduli, quattro squadre differenti. Negli spogliatoi di Trigoria è già in corso un ballo della sedia con quattro candidati e un solo posto libero: Taddei, Menez, Simplicio e Borriello a contendersi il posto, nelle tre settimane che restano prima del gong della stagione.

4-2-3-1 CON TADDEI E MENEZ - Che il modulo scelto da Montella per la sua Roma sia il 4-2-3-1 non è un mistero. Anzi. Il tecnico sa che la squadra è stata costruita negli anni per questo schema e che questo è il modulo che più facilmente riesce a digerire. Per questo, nonostante l'emergenza, è probabile che si continui con lo schieramento classico, senza stravolgimenti. 
 Il posto di Perrotta dietro Totti, in questo caso lo prenderebbe Menez, con Vucinic largo a sinistra e Taddei dalla parte opposta. Una soluzione quasi conservatrice, che richiederebbe il minore rischio di assestamento possibile. Una soluzione, però, che non garantisce copertura al centrocampo in emergenza, esponendo Brighi e Pizarro a una gara in inferiorità numerica costante con i dirimpettai avversari. 


4-2-3-1 CON SIMPLICIO - Per questo, sulla scrivania di Montella è già stata appuntata un'altra soluzione, dove la spinta offensiva potrebbe risentirne in favore, però, di una tenuta maggiore del centrocampo. Un'ipotesi che prevede Simplicio nel ruolo di Perrotta e uno tra Menez e Taddei a recitare da esterno destro nello schieramento prediletto. Intoccabili, in questo caso, sia Totti che Vucinic. Soluzione possibile, anche se il trequartista brasiliano ex Palermo, che però con Montella è sceso in campo appena due volte prima di finire ai margini: dopo il derby del 13 marzo, neanche un minuto in campo in campionato. Basta per dire che, almeno sulla carta, non si tratta della soluzione preferita dal tecnico.

"ROMBO" - Per coprire il centrocampo, allora, è allo studio anche una rivoluzione completa del modulo. Uno schieramento con tre mediani, Pizarro, Brighi e Taddei, più un trequartista da scegliere tra Menez e Simplicio dietro Vucinic e Totti. Di fatto, la soluzione più prudente, un passo indietro alla gestione Ranieri, non troppo gradita dalla squadra.

4-4-2 CON TOTTI E BORRIELLO - Forse la più affascinante delle ipotesi, anche se la ragione e i numeri sembrano sconsigliarla. La certezza, è che Montella ci sta pensando: modulo differente dal solito, 4-4-2, con due esterni e Totti-Borriello in attacco. Una Roma nuova, che rivoluzionerebbe le idee espresse e ribadite sin qui dall'allenatore, ma capace di far convivere i due migliori marcatori della stagione giallorossa. Magari a partire già da sabato contro il Milan. Proprio nella gara di andata Ranieri vinse (pur giocando male) con il doppio centravanti e due esterni, in quel caso Simplicio e Menez. Sostituendo all'improponibile Adriano visto a San Siro un Totti da record, e con Taddei largo, Montella è convinto di riuscire a garantire equilibrio, tenuta e capacità offensive. In questo caso il sacrificato sarebbe uno tra Vucinic e Menez. Unico dubbio, la coesistenza tra i due attaccanti: solo 4 le reti del capitano con il numero 22 in campo. Forse un azzardo, ma una scelta possibile per una Roma alla ricerca di punti per il sorpasso Champions alla Lazio.

BURDISSO "VEDE" LA CHAMPIONS - Un traguardo, la qualificazione europea, a cui crede fermamente Nicolas Burdisso: "Possiamo finire bene, e teniamo ad andare anche in finale di Coppa Italia. Abbiamo preso tanti gol? Abbiamo una squadra molto offensiva che attacca anche con i terzini. Facciamo tanti gol ma difendiamo in pochi". Anche per questo fa paura il'attacco del Milan, dove rientrerà anche Ibrahimovic: "Ci sarà molto lavoro - ammette il centrale - dobbiamo stare attenti, nella partite importanti siamo stati sempre all'altezza della situazione abbiamo avuto problemi con altre squadre. All'andata ci eravamo illusi di poter lottare ancora per lo scudetto, ma bisogna guardare avanti, sappiamo in cosa abbiamo sbagliato". L'arma in più, in questo senso, è Francesco Totti, alla continua caccia di nuovi record da infrangere. Burdisso lo sa e spera: "Da lui mi aspetto ancora di più, sta dando il massimo in questo momento, per me è un orgoglio stare nello spogliatoio con lui e giocare con lui, rimarrà un grande per sempre".

lunedì 2 maggio 2011

Roma&Totti: rimonta e sorpasso Bari battuto al 95': 3-2 in nove


LA REPUBBLICA


La squadra di Montella trova una vittoria incredibile al San Nicola. Il capitano giallorosso segna una doppietta e sbaglia un rigore, ma supera Baggio nella classifica dei cannonieri in A (206 reti). Il gol di Rosi tiene i romanisti in corsa per la Champions: espulsi De Rossi, Perrotta e Glik. Il Bari centra anche due legni con Huseklepp e Ghezzal


BARI, 1 maggio 2011 - I 15.649 tra paganti e abbonati presenti al San Nicola di Bari - eroici o folli, fate voi - che hanno assistito al successo della Roma per 2-3 hanno avuto un paio di buoni motivi per giustificare in famiglia il loro gesto apparentemente sconsiderato ed altrettanti per farsi rimproverare dai familiari. 1) Hanno visto una partita santificata da cinque gol 2) Hanno ammirato Francesco Totti segnare una doppietta e - giunto a quota 206 - scavalcare Roberto Baggio nella classifica dei marcatori della storia della serie A. Le ragioni opposte invece per scegliere il cinema o altro sono queste: 1) Hanno definitivamente compreso come le ultime giornate del nostro campionato hanno una regolarità a volte "sui generis" e in ogni caso imbarazzante 2) Il nervosismo del nostro calcio - espulsi De Rossi, Glik e Perrotta - ha superato qualsiasi buon senso e giustificazione.

RIMONTA E NERVOSISMO — Esaurite tutte le ragioni, resta solo la malinconia di una partita in cui una squadra già retrocessa, fischiata e insultata dai propri tifosi ("Mercenari pezzi di merda", il coro più gettonato) ha tenuto sotto scacco per quasi tutto il match una formazione che ha ancora fondate speranze di accedere alla Champions League della prossima stagione. Nel primo tempo, se le due compagini si fossero scambiate le maglie, non ci sarebbe stata ragione per pensare che gli undici provenienti da Roma erano quelli che si giocavano l’Europa che conta. Un Bari in disarmo, con almeno sei titolari infortunati, non a disposizione oppure in panchina (Rivas, Alvarez, Ghezzal, Rossi) ha alimentato vagonate di rimpianti per una stagione sbagliata, almeno finché ha deciso di giocare, avendo messo all’attivo anche due legni (autopalo di Juan e Ghezzal). Poi, nella più perfetta consuetudine del calcio italiano, ha forse deciso di non crearsi nemici e così possiamo eufemisticamente dire che si è dimostrato arrendevole nonostante il buon periodo passato in superiorità numerica. Già, perché la Roma - oltre ai soliti incancreniti limiti - ha dimostrato un tasso di nervosismo imbarazzante. Risultato? De Rossi espulso al 4’ della ripresa per una gomitata a Bentivoglio ("reo"di avergli fatto un tunnel), Perrotta per un colpetto a Masiello (Glik era uscito per fallo da rigore e proteste) e Totti nel primo tempo probabilmente graziato visto che - dopo che Parisi ha respinto in area in modo sospetto (mani) un tiro dello stesso capitano giallorosso - pare subire una serie di frasi il labiale denuncia come "bastardo, pezzo di m...". Insomma, il 10 contro 9 finale ha fatto saltare ogni schema.

RUSSO E I GOL — Segnalato come l’arbitro Russo - che innescò una serie di furibonde proteste ufficiali della Roma dopo il penalizzante arbitraggio di Brescia-Roma - dopo trenta partite ritrova i giallorossi e si adegua alla triste deriva del match, prima perdendone il controllo e poi non concedendo all’ultimo minuto un solare angolo al Bari cha avrebbe chiuso il match sul pari e invece ha innescato la rete della vittoria. Psicologicamente, insomma, non era pronto per tornare sulla Roma, e Lazio e Udinese di sicuro si lamenteranno anche perché la Roma ha tagliato il traguardo dei 13 rigori in campionato. Alla fine, concediamo la passerella agli autori delle reti: Bentivoglio su rigore e Totti su punizione, Huseklepp di testa, ancora Totti su rigore e Rosi nel gran finale. Il capitano ha mancato la tripletta grazie al gran volo di Gillet sul terzo rigore concesso da Russo, ma una partita così malinconica, forse, non meritava la nobiltà di una tripletta.