sabato 30 aprile 2011

Tutti al lavoro per la nuova Roma

IL ROMANISTA


 Walter Sabatini firmerà la prossima settimana il contratto che lo farà diventare ufficialmente il nuovo direttore sportivo della Roma dal primo luglio. Nel frattempo, continuerà a lavorare a fari spenti, come già sta facendo da settimane, per costruire la squadra del futuro. Insieme a lui, grande regista delle manovre romaniste,Franco Baldini. Ci ha pensato per po’, l’attuale manager della nazionale inglese, poi, dopo l’incontro in Toscana conDiBenedetto un mese fa, ha sciolto la riserva. Ed ha accettato di tornare a Roma. Comunicandolo prima a Fabio Capello (molto più di un rapporto di lavoro, il loro) e poi a tutte le persone che lavorano con lui in Inghilterra. E che gli hanno augurato le migliori fortune per la nuova avventura. Un’avventura che, per Baldini, inizierà con ogni probabilità ad ottobre, quando l’Inghilterra terminerà le qualificazioni europee. Fino a quel momento, il futuro direttore generale (o vice presidente), non sarà a Trigoria, ma lavorerà fianco a fianco sia con DiBenedetto sia con Sabatini. Per costruire una grande Roma, che conquisti il cuore dei tifosi. Questo è il grande obiettivo degli americani: guadagni,marketing e successi sì, ma anche e soprattutto emozioni. Tu chiamale, se vuoi, Totti e De Rossi. La nuova Roma ripartirà da loro. Francesco, che agirà da attaccante qualunque sarà l’allenatore che verrà scelto (la corsa sembra sempre di più tra Ancelotti, che ieri, per la prima volta, ha ammesso un suo eventuale addio al Chelsea a fine stagione, e Montella), è – e sarà – l’uomo simbolo, sia in campo sia fuori. Dopo di lui, o per meglio dire accanto a lui, De Rossi. Al vice capitano verrà proposto un rinnovo di contratto adeguato al suo valore, e i primi contatti col suo procuratore, Sergio Berti, ci sono già stati. Positivi. A Trigoria, per la cronaca, resterà anche Alberto, il papà di Daniele. Un altro giocatore su cui gli americani vorrebbero puntare è Mirko Vucinic. Sabatini e Baldini ci parleranno, per cercare di capire se si sente ancora parte integrante del progetto Roma. Se così dovesse essere, come sperano, gli verrà prolungato il contratto (in scadenza nel 2013) con tanto di adeguamento contrattuale. Difficile, invece, che Menez resti ancora in giallorosso. Da Milano dicono che Galliani ci starebbe facendo un pensierino e che lui, complice anche la presenza dell’amico Mexes, accetterebbe senza problemi. La sostituzione del difensore francese è una delle priorità di Sabatini e Baldini. Il nome caldo, in queste ore, è quello di Rolando del Porto. La Roma continua ad osservarlo da vicino, come fa da ormai un paio di mesi, anche se, per ora, una trattativa ancora non c’è. Dopo averlo detto un paio di giorni fa, Peppino Tirri, il suo agente, lo ha ribadito anche ieri: «Non c’è un testa a testa tra Juventus e Roma, anche perché i giallorossi devono ancora ufficializzare i quadri dirigenziali. Ci sono molte squadre interessate, ma al momento non c’è alcuna trattativa, anche per rispetto del Porto che ha ancora obiettivi importanti da raggiungere. Non è il momento di parlare di mercato». Meglio lavorare a fari spenti dunque, come filosofia di Sabatini e Baldini insegna. I migliori colpi infatti si fanno senza dichiarazioni sui giornali: tanto per fare un esempio, quando Pastore arrivò in Italia fu pagato neanche 4 milioni perché l’allora ds del Palermo fu bravo a lavorare sottotraccia. Lo stesso potrebbe succedere con il centrale del Porto, che comunque ha gli occhi di mezza Europa addosso. In Italia piace non solo alla Roma ma anche alla Juventus, che avrebbe bisogno di un centrale di livello internazionale da affiancare a Chiellini e Bonucci. In Portogallo però si dicono convinti che, se Rolando dovesse davvero lasciare il Porto, lo farà solo per una grande squadra, in grado – almeno – di disputare la Champions. Ecco perché ogni discorso, almeno fino al 22 maggio, è prematuro. Certo è che se la Roma dovesse riuscire nella rimonta per il quarto posto, le possibilità di arrivare a Rolando aumenterebbero sensibilmente. Altrimenti sarebbe complicato convincerlo a lasciare una squadra, il Porto appunto, che alla massima competizione continentale è già certa di partecipare.

Montella verso Bari con il dubbio Pizarro

IL MESSAGGERO


 Non bastava Pizarro a tenere in ansia la Roma. Ieri ci ha pensato anche De Rossi. Se per Daniele non sembra nulla di grave (soltanto un leggero affaticamento muscolare all’inserzione del pube), per il cileno bisognerà valutare nella giornata di oggi. Con il muscolo del flessore della coscia sinistra è meglio non scherzare troppo e anche ieri il regista è stato tenuto all’interno del centro sportivo a lavorare in palestra con l’addetto al recupero degli infortunati, Franceschi, e con i fisioterapisti. A questo punto, saranno decisive le prossime ore. Da Trigoria trapela ottimismo ma Montella potrebbe anche decidere di non rischiarlo. Al posto di Pizarro, provato Greco ma anche Brighi ha le sue chances di giocare.
Intanto la decisione del Casms circa il divieto di vendita ai residenti del Lazio dei tagliandi della semifinale di ritorno della Coppa Italia, Inter-Roma, in programma l’undici maggio, ha provocato la reazione del club giallorosso

venerdì 29 aprile 2011

Inizia la volata finale; Dubbio Pizarro e De Rossi

I due centrocampisti accusano noie muscolari, e saranno decisive le prossime ore per sapere se a Bari ci saranno. Per non stravolgere il modulo 4-2-3-1, Vincenzo Montella dopo aver incassato la fiducia di Totti ("merita un'altra chance") pensa a Brighi e Greco


ROMA - La volata è iniziata. Anche se per la Roma, quella di Bari, somiglia alla prima tappa di montagna sulla strada del finale di stagione. Tra l'altro, con il posticipo del Monday-night della Lazio, i giallorossi potrebbero sperare, almeno per una notte, di portarsi a una sola lunghezza dal quarto posto. A domenica, però, la Roma rischia di arrivare con qualche problema. Presto per parlare di allarme centrocampo. Ma tra ieri e oggi, a Trigoria, si sono fermati prima Pizarro e poi De Rossi. Quanto basta per non far dormire a Montella il più tranquillo dei sonni. Per il tecnico, un dubbio che però potrebbe risolversi già nelle prossime ore. Mentre prende forma il futuro assetto societario del club.

DUBBIO PIZARRO DE ROSSI - Un fastidio, una "pizzicata", al flessore della coscia sinistra, nel pieno della mattinata di ieri. Per questo, si era fermato Pizarro. Non è migliorata oggi la situazione del giocatore cileno, fermato dallo staff sanitario e tenuto al lavoro all'interno del centro sportivo di Trigoria con l'addetto al recupero infortunati Franceschi e con i fisioterapisti. Nulla di grave, non un guaio muscolare, insomma. Indispensabili però, per avere un quadro più chiaro, le prossime quarantotto ore, in cui bisognerà capire se il dolore sia tale o se si tratta di un semplice un fastidio con cui poter convivere e magari, anche scendere in campo. Discorso simile per De Rossi: anche lui non ha preso parte all'allenamento di oggi, in realtà più 

per riguardo che per un reale problema. Montella, nel corso della seduta tecnica, ha provato al loro posto la coppia Greco-Brighi con Perrotta trequartista: una scelta per non stravolgere il 4-2-3-1, sistema utilizzato sin qui. Così, dalla "quasi abbondanza" di cui ancora stamattina si poteva leggere, si passerebbe al rischio emergenza. La speranza (sensazione?) è che da qui a domenica ci sia tempo e modo di recuperare sia Pizarro che De Rossi. In tempo per riprendere la corsa alla Champions League.

ORGANIGRAMMA - Tempo di scelte a Trigoria: a breve verrà chiarito il futuro tecnico della squadra con la scelta del nuovo allenatore. Un abboccamento tra Baldini e Ancelotti non spaventa Montella, che incassa nuovamente la fiducia di Totti ("merita un'altra chance") e vede allontanarsi l'ombra di Villas Boas. Intanto, prende forma l'assetto futuro della società. Baldini e Sabatini stanno già lavorando per DiBenedetto, anche se il general manager della nazionale inglese non sa ancora quando riuscirà a liberarsi per diventare il direttore genrale della nuova Roma: per questo, sta spingendo per essere a disposizione già a giugno. Nella squadra dei "direttori" sembra poter entrare anche Peruzzi. Sabato scorso un incontro con Sabatini, potrebbe assumere il ruolo di direttore tecnico. Ad affiancare il futuro diesse, invece, potrebbe arrivare Sensibile, uomo mercato del Novara dei miracoli: con Sabatini ha un ottimo rapporto e, per questo, avrebbe rimandato al futuro una promozione a ds del Palermo. A Roma Baldini aspetta anche Fenucci, nelle intenzioni futuro responsabile amministrativo. In più, Montali, a cui ritagliare un ruolo operativo ancora da definire, con competenze differenti da quelle di Baldini. Ipotesi, ma anche qualcosa in più, per la "squadra" da schierare dietro la scrivania. In attesa dei nomi che costruiranno sul campo la Roma americana.

GHIZZONI: "SOLUZIONE USA LA MIGLIORE POSSIBILE" -
 Della Roma americana ha voluto parlare anche l'amministratore delegato di Unicredit, Ghizzoni. "La soluzione individuata è la migliore possibile", ha assicurato il numero uno della banca che ha gestito il passaggio del 67 per cento nelle mani della Neep Roma Holding (questo il nome scelto per la Holdco, con l'acronimo iniziale che fa riferimento ai quartieri di Boston dove sono cresciuti DiBenedetto, D'Amore, Ruane e Pallotta), la società partecipata dal gruppo Usa e da Unicredit. In più, per Ghizzoni, l'operazione costruita, che lascia nelle mani della banca il 40 per cento del pacchetto, rappresenta "Il modo migliore per rientrare dal debito di Italpetroli. Abbiamo negoziazioni in corso con parti interessate per lo smobilizzo a breve della quota di Unicredit in As Roma".

Un benvenuto a DiBenedetto e Soci arriva anche da Massimo Mezzaroma, presidente del Siena e figlio del socio con cui Franco Sensi rilevò inizialmente la Roma: "A priori non si giudica - ha detto a Radio Radio - ma chiunque abbia idee in Italia è da apprezzare. Quando faranno vedremo e giudicheremo. Può essere una maniera per calmierare i comportamenti eccessivi del mondo del calcio di tutti, soprattutto noi presidenti. Il loro pragmatismo anglosassone ci può portare a ragionare in termini di numeri

John Elkann attacca i giallorossi

Nell'assemblea degli azionisti Exor - la cassaforte degli Agnelli - John Elkann ha dato il via libera: «I prossimi cda della Juventus decideranno gli obiettivi e, se ci sarà bisogno di sostegno, noi come Exor lo daremo». Arriverà quanto prima e comunque la «perdita significativa» già annunciata da Andrea Agnelli si aggirerà intorno ai 60 milioni di euro. La ricapitalizzazione non potrà quindi essere inferiore a 80-100 milioni. Elkann ha aggiunto che «le direttive Uefa impongono un equilibrio tra il livello sportivo ed economico. Bisogna evitare fuochi di paglia come quello della Roma, per la quale sono state costituite multisocietà successive che dovrebbero assicurare risorse ma che spesso non lo fanno o lo fanno solo per un tempo determinato: non c'è miglior stabilità di quella offerta da chi ha a cuore la squadra». A proposito di squadra e di Delneri: «Serve stabilità, non si può cambiare tutti gli anni». Conferma? Difficile, non impossibile.

giovedì 28 aprile 2011

CASSETTI: “Lazio favorita per il quarto posto. Abbiamo parecchi rimpianti"

ROMANEWS


Il terzino giallorosso Marco Cassetti, intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo l’allenamento odierno, si pronuncia sulla corsa al quarto posto, in cui la Roma è rientrata dopo i risultati dell’ultima giornata: “La favorita? La Lazio, perchè sta al quarto posto ed è padrona del suo destino. Anche l’Udinese e la Roma daranno filo da torcere. Noi ci proveremo comunque, sicuramente cercheremo di vincerle tutte e speriamo in qualche passo falso delle altre. Rimpianti? Parecchi, nessuno si aspettava una stagione così altalenante. Capitano queste annate maledette, ora pensiamo a finire bene questa stagione. Distratti dalle vicende societarie? Quando sei in campo pensi solo alla palla, ai compagni. Magari ha influito inconsciamente durante le settimane, ma non è stato questo il problema di quest’anno. Se ho mai parlato conSabatini e Baldini? No, in questo momento i punti di riferimento sono Pradè, Bruno Conti e Montali, i membri della dirigenza che c’è ora a Trigoria. Sicuramente gli americanisaranno una storia nuova, sono persone che non hanno vissuto in Italia, venendo da fuori potrebbero dare qualcosa in più. Speriamo bene, potrebbe essere una cosa affascinante

lunedì 25 aprile 2011

Montella fa i conti "Champions, ci credo"

LA REPUBBLICA


ROMA - I regali di Natale, per la Roma, arrivano a Pasqua. Neanche se avesse potuto disegnarla, Montella avrebbe immaginato una giornata di campionato tanto favorevole. Sono bastati novanta minuti di un pazzo sabato di vigilia per rilanciare le speranze  -  non più sogni  -  di Champions League della confusa Roma di oggi. Passata, in una settimana, dalla speranza alla resa per poi impennarsi in nuovi entusiasmi. Entusiasmi che, però, non contagiano il pubblico: i circa 20mila spettatori di Roma-Chievo, con 8mila paganti e defezioni importanti anche tra gli abbonati, rappresentano il minimo stagionale di affluenza allo stadio.

TRAGUARDO  -  "Io ci credo". Montella ha lanciato un messaggio che la squadra, ma anche la piazza e tutto l'ambiente Roma, devono dimostrare di aver ricevuto. Provando fin dal prossimo impegno, il 1 maggio in Puglia contro il Bari aritmeticamente retrocesso, a meritare ancora un posto in Champions League. La classifica, dopo la domenica di passione di Lazio, Udinese e Juventus ha ridotto le distanze dei giallorossi dal quarto posto a 4 punti, allontanando il fiato della Juventus alle spalle (ora lontana 3 lunghezze dopo il suicidio catanese). In più, i coinquilini della capitale, incontreranno nel giro delle prossime due settimane, prima la Juventus all'Olimpico poi l'Udinese in Friuli, 
mentre la vittoria del Milan a Brescia potrebbe valere il titolo rossonero già tra sette giorni trasformando la gara del 7 maggio all'Olimpico tra Allegri e Montella in una passerella rossonera con finale al miele per Totti e compagni. Con il capitano galvanizzato anche dalla rincorsa a Baggio, lontano un solo gol: "Raggiungerlo  -  dice  -  rappresenterebbe un grande onore, è stato uno dei calciatori più forti del Mondo". Tutto facile, quindi? Solo sulla carta. 


MONTELLA VUOLE CERTEZZE, BALDINI VEDE DIBENEDETTO  -  Oltre all'andamento singhiozzante della squadra, il tecnico dovrà gestire una situazione interna

sempre meno semplice nel travaso da una gestione arrivata all'epilogo e una nuova proprietà entrante, con nuovi dirigenti, nuovi volti, nuove idee. Idee che non tutti tra le mura di Trigoria hanno condiviso, acuendo il senso di scissione anche nei giocatori. La "legittimazione" dei dirigenti che stanno lavorando oggi richiesta da Montella ai nuovi padroni americani, non fa rima con il lavoro parallelo per costruire la squadra della prossima stagione che stanno svolgendo da tempo il futuro ds Walter Sabatini (novità sulla sua nomina potrebbero arrivare a breve) e Franco Baldini, che in settimana incontrerà nuovamente Tom DiBenedetto per concordare con lui l'organizzazione del mercato, gli investimenti e probabilmente anche il nome del nuovo tecnico. Nonostante la squadra si sia schierata con l'allenatore in carica ("Meriterebbe la conferma"), Totti in testa. La situazione di transito, forse, è il vero avversario della Roma di oggi sulla strada per il quarto posto, unico vero traguardo che potrebbe restituire un dignità a una stagione sin qui disgraziata.

DUBBIO JUAN, SPERANZA PASTORE  -
  Intanto, la squadra godrà di due giorni di riposo. Ripresa a Trigoria, dopo Pasquetta, direttamente la mattina di martedì. Quando, con tutta probabilità, si procederà anche ad un accertamento sulle condizioni di Juan, costretto ieri a lasciare il campo con 5 minuti di anticipo per un problema al polpaccio. "Ha avvertito un indurimento", la spiegazione di Montella, che spera di recuperare il centrale brasiliano in tempo per domenica sera, primo treno per l'Europa del futuro. Ma il futuro, oggi, passa anche da Palermo: "Rimarrò in Sicilia solo se resterà Delio Rossi", ha detto Javier Pastore al termine della gara vinta contro il Napoli. Che l'argentino piaccia a tutti, nella Roma che sta nascendo, non è neanche più una notizia. Che l'avventura a Palermo possa essere davvero arrivata all'epilogo, invece, è almeno una novità. Che, in questa Pasqua piena di regali, farà certamente sorridere qualcuno. 

Totti e De Rossi sponsorizzano Montella: «Merita di restare allenatore della Roma»

IL MESSAGGERO
ROMA - Francesco Totti e Daniele De Rossi, cioè il capitano e il vice capitano della Roma, si schierano dalla parte di Vincenzo Montella. I due, alla pari di numerosi altri compagni di squadra (quasi tutti), sarebbero felici se l’attuale tecnico restasse sulla panchina giallorossa anche nella prossima stagione. «Le scelte sul futuro allenatore spettano alla nuova proprietà, ma certamente se dovessero scegliere Montella noi della squadra saremmo ben contenti», il virgolettato di Totti. E De Rossi, a seguire. «Montella merita di avere un posto nella Roma del futuro, anche se sui giornali leggiamo nomi veramente importanti, nomi che incuriosiscono molto. Questi tecnici lo meriterebbero come Vincenzo e la Roma avrebbe benefici dall’arrivo di uno di questi grandi allenatori. Ma, secondo me, Montella è partito con il piede giusto e potrebbe continuare ad essere l’allenatore della Roma senza problemi».

Un’investitura in piena regola da parte di due senatori, che trova il consenso anche da parte di altri giocatori. Tipo Marco Cassetti, ad esempio. «Un giudizio su Montella? Sicuramente da quando è arrivato, Vincenzo ha dimostrato una grande voglia di insegnare le sue idee. È un ragazzo preparato e con grande entusiasmo. Non mi dispiacerebbe che rimanesse l’allenatore della Roma», le sue parole. E Nicolas Burdisso. «Tutti sappiamo che Montella conosce bene questa squadra e questo spogliatoio», il giudizio dell’argentino.

Chissà se i nuovi dirigenti, quelli targati a stelle e strisce, terranno conto del parere della squadra: di certo, nelle settimane passate Montella ha avuto modo di incassare i complimenti di Thomas DiBenedetto, con il quale ha avuto anche un colloquio, e di ricevere più di una telefonata da Franco Baldini e Walter Sabatini, prossimi responsabili dell’area tecnica e sportiva della nuova Roma. Secondo indiscrezioni, Montella non è al primo posto della lista dei tecnici per la Roma americana (in pole c’è Villas Boas), ma fin quando non verrà ufficializzato un altro nome lui potrà continuare a sperare in una conferma. A patto che l’eventuale sua permanenza a Roma non sia legata a rifiuti altrui, ma sia una scelta precisa e ponderata da parti di chi sarà chiamato a costruire la nuova Roma.

Totti, che - nonostante una prestazione scintillante - non è riuscito a raggiungere Roberto Baggio a quota 205 gol in serie A, non ha parlato solo di Montella. Eccolo ancora. «Contro il Chievo abbiamo disputato una buona partita e siamo stati capaci di creare molte palle gol: credo che avremmo potuto vincere anche con un margine più ampio dell’uno a zero. Mi fa piacere d’essere andato spesso in rete nelle precedenti giornate, avvicinandomi al record di Roberto Baggio. Per me raggiungerlo rappresenta un grande onore poiché è stato uno dei calciatori più forti del mondo».

E, poi, sulla situazione in classifica, anche alla luce dei risultati della giornata «Quello del quarto posto è diventato un obiettivo molto difficile. È nostro dovere, però, onororare il campionato e soprattutto la maglia che indossiamo cercando di vincere tutte le partite che restano. E magari, facendo sempre bottino pieno da qui all’ultima giornata, qualcosa potrà ancora succedere».

Di prospettive in chiave Champions ha parlato anche De Rossi. «Abbiamo conquistato tre punti importanti, per mille motivi: per dare un segnale a quelli che ci stanno davanti, a quelli che ci sono arrivati molto vicino e anche a noi, che siamo una squadra che fino a un paio di partite fa era in netta corsa per la Champions League. Poi abbiamo perso due partite, quella con la Juve e quella con il Palermo, in maniera incredibilmente sfortunata, bisogna dirlo. Ora cerchiamo di risalire fino a dove possiamo arrivare. Il quarto posto è un obiettivo ancora perseguibile, viste le sconfitte della Lazio e dell’Udinese: si è riaperto tutto ma siamo consapevoli che il campionato l’abbiamo buttato prima di quelle due brutte sconfitte»

martedì 19 aprile 2011

Stankovic fredda la Roma!Inter, finale più vicina


LA REPUBBLICA


Con un capolavoro del serbo i nerazzurri passano all'Olimpico per 0-1 nella semifinale di andata e ipotecano la qualificazione. I giallorossi mancano il vantaggio con Vucinic (a rischio squalifica per una gomitata a Lucio) poi si spengono. Squadra apparsa spenta e senza idee.


ROMA - Come il 5 maggio. L'Inter ricorda alla Roma di essere ancora la detentrice della Coppa Italia e bissa in fotocopia il successo della finale della scorsa stagione, passando all'Olimpico per 0-1 nella semifinale d'andata. Un successo meritato, ottenuto con il minimo sforzo, contro una Roma in evidente crisi, d'idee e di fiato.

INTER, VITTORIA LIMPIDA - L'Inter è passata solo grazie a una prodezza di Stankovic al 45' ma ha dimostrato per tutta la partita di avere chiaramente in mano il comando delle operazioni. Ha gestito palla a centrocampo grazie alle buone geometrie specie di Cambiasso, Stankovic e Sneijder e ha chiuso tutti i varchi in difesa grazie alla sapiente regia di un onnipresente Lucio. E questo è bastato anche per sopperire alla serata di scarsa vena di Milito e Pandev, preferito in extremis a Pazzini, in avanti.

VUCINIC, ALTRO ERRORE IMPERDONABILE - La Roma, conscia probabilmente del momento di difficoltà, ha lasciato ai più blasonati rivali l'iniziativa, tentando con il duo Vucinic-Borriello di colpire di rimessa. Ma a tradirla, così come avvenuto col Palermo, è stato soprattutto il montenegrino che al 9' ha sprecato l'incredibile, non trovando la porta, a specchio spalancato, da due metri. Se possibile, peggio di quanto sbagliato con i rosanero.

... E ORA RISCHIA LA SQUALIFICA - Un errore grave e pesantissimo che ha evidentemente pesato sul morale di Vucinic che da qual momento ha provato a strafare, spessocreando confusione, andando a pestare i piedi a Perrotta, e alla fine si è innervosito a tal punto da rifilare, in avvio di ripresa, una gomitata a palla lontana ai danni di Lucio, non vista dalla terna arbitrale ma che, probabilmente, gli costerà la squalifica dopo la prova tv. 

LA PERLA DI STANKOVIC -
 Dopo essersi vista negare un rigore per un fallo di mano in area di De Rossi, l'Inter è comunque passata grazie a una perla di Stankovic che ha indovinato l'incrocio con un pregevole destro di controbalzo dal limite su assist di Cambiasso.

UNA ROMA SPENTA -
 La Roma ha abbozzato una reazione nel primo quarto d'ora della ripresa ma non è andata oltre un paio di mischie su punizioni dalla trequarti di Pizarro. Poi è calata fisicamente, si è allungata e a nulla sono valsi i cambi di Montella (Menez, Simplicio e Rosi per Borriello, Perrotta e Cassetti) per ridarle la necessaria brillantezza.

POSSIBILE RIVINCITA COL MILAN - L'Inter ha controllato senza patemi e, all'89', ha addirittura fallito il colpo del ko col subentrato Pazzini, lanciato solo verso la porta. Il successo, dunque, riporta un pizzico di serenità in casa nerazzurra. L'importante ora sarà non distrarsi nel ritorno dell'11 maggio. Anche perché alle porte c'è una possibile rivincita col Milan da prendersi in finale...

ROMA-INTER 0-1 (0-1)

Roma (4-2-3-1): Doni 5, Cassetti 5.5 (34' st Rosi sv), N. Burdisso 6.5, Juan 6.5, Riise 5.5, Pizarro 6, De Rossi 5.5, Taddei 6, Perrotta 5.5 (30' st Simplicio sv), Vucinic 4.5, Borriello 5.5 (31' st Menez sv). (1 Lobont, 15 Loria, 3 Castellini, 33 Brighi). All.: Montella
Inter (4-3-1-2): Julio Cesar 6, Maicon 6, Lucio 7, Ranocchia 6.5, Nagatomo 6.5, Zanetti 6, Cambiasso 6.5, Stankovic 7.5 (49' st Mariga sv), Sneijder 6.5, Milito 5.5 (35' st Pazzini sv), Pandev 5.5 (37' st Obi sv). (12 Castellazzi, 23 Materazzi, 26 Chivu, 14 Kahrja). All.: Leonardo.
Arbitro: Rizzoli di Bologna 5.5
Reti: nel pt 45' Stankovic
Angoli: 4 a 3 per la Roma
Recupero: 2' e 4'
Note: ammoniti per gioco scorretto Taddei, Maicon e Ranocchia, per proteste Sneijder e Burdisso.
Spettatori: 23.979

ROMA-INTER IN DIRETTA STREAMING - SEMIFINALE COPPA ITALIA

                                            
                                                                ROMA-INTER
                                                                   19/04/2011
                                                                   ORE 20.45
                                        ANDATA-SEMIFINALE COPPA ITALIA 2011
                                                             STADIO OLIMPICO


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Montella chiama Boriello. Inter senza Eto'o

LEGGO


ROMA - «A Roma e Inter è rimasta solo la Coppa Italia». Lo dice con un sorriso amaro Vincenzo Montella. La sfida infinita tra giallorossi e nerazzurri si arricchirà stasera di un nuovo capitolo, meno prestigioso dei precedenti: la semifinale d’andata del trofeo nazionale meno ambito. L’ultimo obbiettivo rimasto a Leonardo e Montella. «Vogliamo giocare la finale all’Olimpico, ma troveremo una squadra ferita come lo siamo noi. Per vincere servirà tanta personalità».
L’invito nemmeno tanto implicito dell’Aeroplanino è rivolto soprattutto a Vucinic e Menez che non hanno fornito nelle ultime gare l’apporto che il tecnico si aspettava. «Ma non mi sento tradito. Purtroppo certi atteggiamenti fastidiosi non si possono cambiare ma solo smussare. Comunque qualche miglioramento c’è stato». Non secondo i tifosi che sabato sera hanno subissato di fischi i due attaccanti. «I fischi possono fare bene se si ha il carattere per reagire - ha risposto Montella -. Se poi c’è un giocatore che vuole dimostrare di valere una squadra migliore della Roma lo dovrà fare giocando al massimo. D’altronde siamo tutti sotto esame, anche io sono curioso di conoscere il mio futuro». In quello immediato il tecnico dovrà fare a meno di Totti (penultimo turno di squalifica per il calcione a Balotelli) e si affiderà a Borriello.
Anche l’Inter scenderà in campo senza un elemento prezioso: Eto’o, che domenica si è allenato, ieri ha accusato una distorsione alla caviglia sinistra.

lunedì 18 aprile 2011

Roma e Inter aggrappate alla Coppa

IL TEMPO
L'assurda stagione di Inter e Roma fuori da tutto quello che conta. Montella durissimo con la squadra dopo il ko col Palermo.
Erano le più belle del reame, le regine che nell'ultimo lustro si erano giocate più o meno tutto all'interno dei confini nazionali, con l'Inter che era andata perfino in giro per il mondo a portar via successi e trofei. Ora, esattamente un anno dopo, Inter e Roma si ritrovano alla vigilia di una semifinale di coppa Italia che può essere l'unico obiettivo stagionale per la Roma e una magra consolazione per un'Inter che ha comunque già messo in cascina il successo in avvio di Supercoppa italiana proprio contro la Roma: anche se va considerato come un successo della scorsa stagione.
Due stagioni diametralmente opposte ma che hanno molto in comune: un cambio di allenatore innanzitutto, un momento buio, un grande recupero, prima della flessione finale che ha riportato con i piedi per terra entrambe le tifoserie. A Milano viene tutto più facile, perché dopo l'abbuffata degli ultimi anni, un momento di stasi, di incoerenza e flessione per certi versi ci può anche stare. Gli stimoli cambiano, gli uomini si affaticano e non sempre può girare nel modo giusto. Diverso il discorso per la Roma che di successi ha ricordi lontani, nonostante si appresti a vivere una nuova giovinezza grazie all'arrivo di una proprietà che sembra intenzionata ad investire molti soldi. Il problema della Roma attuale è quello di esser rimasta schiacciata in questa fase di transizione. Tra il declino dell'era Sensi che senza l'intervento provvidenziale della banca avrebbe probabilmente portato al fallimento del club o a un ridimensionamento drastico, e la ricerca di nuovi acquirenti credibili: trovati dopo mesi di ricerca e confermati solo dopo una estenuante trattativa conclusasi sun paio di giorni fa dall'altra parte dell'oceano. Inevitabile quindi passare un momento così, anche se in molti pensavano che l'arrivo di Montella sulla panchina giallorossa potesse risolvere tutti i problemi.
Tanto di cappello all'ottimo lavoro svolto fin qui dall'ex aeroplanino giallorosso, ma così non è stato. Il problema della Roma appare molto più complesso che non relativo solo a meri compiti tattici o a una condizione fisica non ottimale: anche se il ritorno di Bertelli ha rimesso «in piedi» la Roma. È evidentemente un problema di testa, di convinzione, di motivazioni e voglia. Non a caso ieri il tecnico gialloroso ha tenuto a rapporto la squadra nello spogliatoio prima dell'allenamento: pochi minuti, ma durissimi, nel quale Montella si è sfogato come forse non aveva mai fatto prima. A dire il vero già subito dopo il match i «senatori» del gruppo (Totti e Pizarro) avevano rimproverato a brutto muso Vucinic per i clamorosi errori commessi in campo (quel gol non si può sbagliare). Sono volate parole pesanti.
E tra le altre cose la Roma sembra, inspiegabilmente, pagare anche la «distrazione» dovuta alle ultime vicende societarie: cosa che qualcuno si è apprestato a sottolineare e che non è piaciuto affatto a DiBenedetto & Co.. Ma, per quanto assurdo possa sembrare, probabilmente è stato proprio così. Ma è un alibi che questa squadra non può avere, e quando il popolo romanista grida alla «rifondazione», forse non ha tutti i torti. Serve una svolta epocale per cambiare la situazione e far tornare questa Roma a sognare in grande.

Borriello-Vucinic per il riscatto

IL TEMPO

Per fortuna c'è la Coppa Italia.

Lo pensano soprattutto Marco Borriello e Mirko Vucinic. Questo Roma-Inter, oltre ad essere l'ultima possibiltà per riuscire a prendere almeno un treno in tutta stagione, è anche una sorta di esame d'appello - o di riparazione - per i due attaccanti giallorossi. Tutta colpa di un'annata vissuta costantemente e anche pericolosamente sull'ottovolante. Prendete Borriello, presentato e accolto in pompa magna, titolare (quasi) inamovibile, uomo della provvidenza fino a inizio febbraio e adesso panchinaro (quasi) fisso. Domani, dopo cinque partite iniziate in panchina, riscoprirà il fascino di giocare dal primo minuto. Merito, se così si può dire, della squalifica di Totti in Coppa Italia, giunta al terzo dei quattro turni di stop, partorita dal calcione rifilato a Balotelli. Borriello ricomincia dall'Inter, Vucinic pure. O meglio, spera. Sabato il montenegrino ha toccato forse il punto più basso - e pericolosamente vicino alla rottura - della sua esperienza romana: il gol sbagliato a porta vuota (non compensato da quello del 2-3), i fischi assordanti dell'Olimpico e la dura reprimenda di alcuni compagni (qualche senatore in testa) negli spogliatoi con accuse neanche troppo velate di non impegnarsi al massimo e di avere la testa altrove. Roma-Inter (in difesa rientrerà Juan) non poteva capitare in un momento migliore. Un po' come successe lo scorso settembre in campionato, quando un tuffo di testa di Vucinic fece innamorare in tribuna Thomas DiBenedetto e fece cambiare il corso della storia romanista. Un bis non sarebbe sgradito.

Montella striglia la Roma

IL CORRIERE DELLO SPORT - Roma. L’ambiente è depresso. [...] C’è gente che non corre, è man­cato il cuore. Questi i concetti ri­volti in generale alla squadra. E’ difficile far cambiare certi atteg­giamenti ad alcuni giocatori, an­che Montella se ne è reso conto.
Non è la prima volta che il giova­ne tecnico è duro nei confronti di alcuni, in particolare Menez. Ne­anche il fatto di essere stato loro compagno lo aiuta a tirar fuori il massimo da alcuni giocatori.
A CALDO – Negli spogliatoi, sabato sera, c’è stata una piccola riunione tra i giocatori, il primo ad esprimere il proprio disappunto è stato Burdis­so, all’argentino di perdere in quel modo non piace. [...] Anche Vucinic e De Rossi sono intervenuti nel colloquio, avvenuto quando non c’era Montella, mentre poi è inter­venuto Montali.
VECCHI FANTASMI -Anche contro il Palermo la squa­dra è crollata psi­cologicamente.[...] La Roma, quando la partita diventa difficile, è in­capace di ragionare.
TOCCA A BORRIELLO – Montella cercherà di corre­re ai ripari in queste sette partite che mancano, comprese quelle di Coppa Italia. [...] Domani se­ra all’Olimpico tornerà titolare dopo due mesi Marco Borriello. [...] Montella rifarà fuori Menez mentre in at­tacco dovrebbe partire dall’inizio anche Vuci­nic. Nel resto della squadra non ci saranno gros­se novità con il ritorno in difesa di Juan. Non ci sarà alternanza tra i portieri. Julio Sergio non si allena con la squadra da un mese, in porta ci sa­rà ancora Doni.

domenica 17 aprile 2011

Suicidio Roma. Bye bye Champions

Bye bye Roma, la Champions non c'è più. Mentre dall'altra parte dell'oceano si brinda alla chiusura di un affare che farà la storia della «nuova» Roma, quella «vecchia» si suicida all'Olimpico contro un Palermo fin troppo rinunciatario. Una partita assurda che i giallorossi dominano in lungo e in largo, portano dalla loro parte grazie a un rigore generoso che verrà poi risarcito ai siciliani con uno altrettanto buonista. Quindi la sequela di errori con Menez e Vucinic che sbagliano almeno quattro gol fatti e mettono la testa della Roma sul ceppo delle esecuzioni: a quel punto per il Palermo impugnare la scure e decapitare le ultime speranze Champions dei giallorossi è un gioco da ragazzi. C'era il timore che l'arrivo di DiBenedetto & Co. potesse togliere concentrazione ai giallorossi e alla fine i conti dicono proprio questo, visto il modo nel quale questa Roma si è buttata via: cosa che ai nuovi proprietari americani non è piaciuta affatto. E nel melodramma consumato ieri sera in un Olimpico infarcito di bandiere a stelle e strisce, c'è da segnalare anche l'ennesimo arbitro non all'altezza: che almeno serve per spazzar via definitivamente i dubbi, le ipotesi e le mire complottistiche a favore della Roma vigilate dalla «task force». Romeo prima concede un rigore generoso alla Roma per una trattenuta (che comunque c'è) di Bacinovic su Menez, poi ripaga il Palermo con un penalty altrettanto insolito per un fallo di Burdisso su Pinilla, quindi nel finale nega alla Roma il secondo rigore per un mani in area, nettissimo, di Migliaccio in copertura su Vucinic. Unicredit stavolta, evidentemente nulla ha potuto: o forse era ancora impegnata a Boston. Mah... In campo c'è stata comunque per ottantacinque minuti solo la Roma. Riise apre le ostilità dopo sei minuti e sulla ribattuta di Sirigu al sinistro del norvegese, Menez sbaglia il primo gol della serata. Montella gli aveva concesso l'ennesima chance, che probabilmente sarà l'ultima: l'Olimpico, quando nel finale il tecnico lo cambia, lo «uccide» di fischi. Giustissimi. La svolta arriva dal dischetto: capitan Totti esegue in maniera perfetta, realizza la rete numero 204 in A (a uno dal record di Baggio) con la maglia di una Roma che sembra poter volar via. Così non sarà, perchè nonostante un primo tempo giocato sempre in avanti, i giallorossi non riescono a chiudere la gara e proprio in chiusura di frazione rimediano il gol del pareggio. Il senso di compensazione di Romeo ha la meglio: dal dischetto Pinilla rimette in piedi il Palermo. Ripresa ancora a senso unico: la Roma attacca la squadra di Rossi cerca di tenere provando a colpire in contropiede. E alla fine, giustamente, gli riesce il colpaccio contro una squadra che non riesce a sfruttare il momento di grazia del suo capitano che continua a giocare e mettere i compagni in porta col pallone al piede. Prima Menez sbaglia l'ennesina occasione, clamorosa: sinistro che non prende nemmeno lo specchio della porta. Poi Riise trova l'ottima risposta di Sirigu sul sinistro di controbalzo che poteva chiudere la gara, quindi Vucinic sbaglia un gol impossibile. Stavolta è Menez a mettergli una palla sul quale c'è scritto solo: «Spingere». Invece il piattone in corsa del montenegrino finisce in Curva Sud. Finita? Macché, Montella mette dentro il tridente pesante Totti-Borriello-Vucinic, ma due minuti dopo rimedia, ovviamente su contropiede, il gol che taglia le gambe alla Roma. Difesa giallorossa messa malissimo, Loria tiene in gioco Hernandez che sigla il 2-1. Quattro minuti dopo stesso copione, ancora Hernandez: 3-1. Un disastro clamoroso e il 3-2 finale di Vucinic non fa che aumentare il rammarico di una squadra che ora è davvero fuori dalla Champions ed esce dall'Olimpico tra i fischi: giustissimi. Forse è davvero arrivato il momento di iniziare una rivoluzione: DiBenedetto dopo quanto visto ieri ne ha facoltà

sabato 16 aprile 2011

ROMA-PALERMO IN DIRETTA STREAMING 16/04/2011



                                                            
                                                           ROMA-PALERMO
                                                                  16/04/2011
                                                                  ORE 18.00
                                                           STADIO OLIMPICO


COLLEGATI 20 MINUTI PRIMA DELL'INCONTRO E TROVERAI IL PLAYER PER VEDERE LA PARTITA

Roma: si apre una nuova era


LA REPUBBLICA


La firma di DiBenedetto chiude un'epoca del calcio per aprirne un'altra. L'arrivo degli americani alla Roma può cambiare la geografia del calcio stesso, spostando gli attuali equilibri e creandone di nuovi.

  
La "firma di Boston" è sicuramente un evento storico per il calcio italiano. Una firma che chiude un'epoca del calcio per aprirne un'altra. L'arrivo degli americani alla Roma può cambiare la geografia del calcio stesso, spostando gli attuali equilibri e creandone di nuovi. Per un semplice motivo: se la Roma , con grandi affanni, in questi ultimi anni è riuscita ad arrivare spesso tra le prime, sicuramente dovrebbe fare meglio una volta acquisita la stabilità economica che il gruppo DiBenedetto ha dovuto garantire fermamente a Unicredit, il gruppo bancario che ormai era diventato padrone del club. E che rimane al momento con una quota molto forte all'interno della società


Oltre a essere una prima volta che un grande club finisce in mani straniere (se si eccettua gli inglesi che entrarono nel Vicenza ormai una quindicina d'anni fa), all'improvviso il calcio viene a contatto con un metodo di lavoro e di concezione dello sport totalmente diverso dal nostro, a sua volta unico nel mondo. Thomas DiBenedetto e i suoi tre soci che si sono suddivisi in parti uguali gli oneri finanziari del pacchetto in vendita, puntano dichiaratamente al business, ad avere una grande squadra e possibilmente a vincere, per fare soldi. Non so quanta passione possano metterci, di certo sono personaggi che nulla hanno a che vedere con i classici presidenti italiani (da Moratti a Berlusconi, da Agnelli a Della Valle, da Lotito a De Laurentiis) che lo fanno per tifo, per affermazione personale o per affermazione politica e sociale, per contare sempre di più nella propria città, nel mondo del lavoro e degli affari, per avere un occhio di riguardo dalle istituzioni, sicuramente per passione autentica e anche un po' folle in molti casi. Ma quasi mai per guadagnarci direttamente. Quasi nessuno in Italia concepisce il calcio come business. Anzi i vantaggi di cui dicevamo sono spesso costati bilanci in rosso per decine e decine di milioni all'anno.


La famiglia Sensi che ha passato il testimone a DiBenedetto & C dopo 18 anni, nella Roma ha bruciato gran parte del proprio patrimonio. Arrivando in qualche occasione anche a tenere testa ai grandissimi club italiani che alle spalle hanno ben altre società e ben altri patrimoni. Il nuovo management americano  -  ma con una gestione italiana del club addirittura abbondantissima visto che Giampaolo Montali sarà affiancato da Franco Baldini, ex dirigente della Roma di Sensi e braccio destro di Capello con esperienze che vanno dal Real Madrid alla nazionale inglese, e da Walter Sabatini uno dei migliori scout del calcio italiano -  punta alla costruzione di un club da portare stabilmente ai primi posti ma con l'unico obbiettivo di produrre profitti. Secondo il classico modello dello sport americano. Che prevede merchandising, grande diffusione del marchio e soprattutto tutti i proventi possibili dalla costruzione di un nuovo stadio di proprietà.

   Non sappiamo come dalla teoria si passerà alla pratica, non sappiamo cosa e quanto resterà delle idee e dei soldi (40 milioni per la prima campagna acquisti) degli americani, una volta che il loro progetto andrà steso sul calcio italiano, oggetto sempre molto scivoloso e infido. Non sappiamo come gli americani reagiranno alle prime difficoltà, alle prime trappole, alle gelosie tipiche di un ambiente che vede sempre con grande diffidenza il nuovo. La gestione di Montali, Baldini e Sabatini dovrebbe ammortizzare proprio questi contraccolpi e garantire la partenza migliore possibile alla nuova avventura. Ma i dubbi e i contrattempi possono essere ovunque.

   Una delle tifoserie più calde e umorali d'Italia, apposta la fatidica firma dopo mesi se non anni di attesa di questo momento, aspetterà subito le prime fondamentali decisioni: quale allenatore (Ancelotti o avanti con Montella?), quali e quanti giocatori con cui rinforzare una squadra che si appaga troppo facilmente delle rare vittorie e che difetta di evidente presunzione, che si compiace di se stessa ma non è mai veramente affamata di vincere. L'americano che arriva a Roma non è né l'Abramovich del Chelsea, né lo sceicco Al Mansour del City, né quel Malcom Glazer cui i tifosi del Manchester United hanno fatto la guerra fin dal primo giorno ma che i Red Devils ha comunque portato molto, molto in alto. L'americano della Roma costruirà il nuovo club in maniera molto più graduale, senza troppi colpi di testa, senza troppe illusioni, facendola crescere sotto tutti i profili: sul campo e soprattutto fuori. Un grande giocatore o due l'anno e poi tanti giovani  con cui circondare un Totti, ormai anziano, ma che in queste ultime difficili settimane si è caricato la squadra sulle spalle.

  Da Sensi a Totti la Roma degli ultimi 15 anni è stata una Roma, molto, molto romana, quasi chiusa, addirittura, nel grande raccordo anulare che la circonda. Quella americana del futuro forse sarà migliore, sicuramente sarà molto diversa.

UFFICIALE: LA ROMA PASSA AGLI AMERICANI

CORRIERE DELLO SPORT


ROMA, 16 aprile - Ecco il comunicato ufficiale che sancisce il passaggio di proprietà della Roma:

Di Benedetto AS Roma LLC ha sottoscritto un contratto per l’acquisto da Roma 2000 S.r.l. del 67% circa del capitale sociale di AS Roma S.p.A. nonché dell’intero capitale sociale di ASR Real Estate S.r.l. e Brand Management S.r.l., società rispettivamente dedicate alla gestione del centro sportivo di Trigoria e delle attività di marketing.
- Il prezzo pattuito per l’acquisto delle tre partecipazioni è complessivamente pari ad Euro 70,3 milioni, di cui Euro 60,3 milioni relativi alle azioni di AS Roma S.p.A., corrispondenti ad un prezzo per azione di Euro 0,6781.
- L’acquisto sarà effettuato attraverso una società di nuova costituzione, partecipata per il 60% da Di Benedetto AS Roma LLC e per il 40% da Unicredit S.p.A.
- L’acquisto è subordinato (i) al rilascio del nulla-osta antitrust e (ii) alla concessione ad AS Roma S.p.A., da parte di Unicredit e Roma 2000 S.r.l., di finanziamenti per complessivi Euro 40 milioni.
- Ad esito dell’acquisto la società acquirente promuoverà un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni AS Roma ad un prezzo per azione pari ad Euro 0,6781, corrispondente al prezzo riconosciuto dall’acquirente a Roma 2000 S.r.l.
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Boston, 15 aprile 2011 - Di Benedetto AS Roma LLC (“DiBenedetto”), società partecipata da investitori privati statunitensi, ha stipulato con Roma 2000 S.r.l. (“Roma 2000”), società del Gruppo Compagnia Italpetroli, un contratto di compravendita per effetto del quale la stessa DiBenedetto, attraverso una holding (“Holding”) che verrà costituita insieme ad Unicredit S.p.A. (“Unicredit” o “Banca”), al verificarsi delle condizioni sospensive previste acquisterà la partecipazione di controllo in AS Roma S.p.A. (“AS Roma”) e promuoverà, ad esito di detto acquisto, un’offerta pubblica d’acquisto obbligatoria (l’“OPA”).
Più precisamente la Holding, che sarà partecipata al 60% da DiBenedetto ed al 40% da Unicredit, acquisterà da Roma 2000, complessivamente: - n. 88.918.686 azioni ordinarie AS Roma, rappresentative di una partecipazione pari al 67,097% del capitale sociale (la “Partecipazione di Maggioranza”), al prezzo di Euro 60.300.000,00, corrispondente ad un prezzo di Euro 0,6781 per azione;
- l’intero capitale sociale di ASR Real Estate S.r.l., al prezzo di Euro 6.000.000,00. Tale società detiene, attraverso un contratto di leasing, il centro sportivo di Trigoria; - l’intero capitale sociale di Brand Management S.r.l., al prezzo di Euro 4.000.000,00. Brand Management è socio accomandatario, con una partecipazione dello 0,01%, della Soccer S.a.s., società titolare del marchio AS Roma, di cui la stessa AS Roma è socia accomandante con il 99,9%.

Condizioni
L’efficacia del contratto di compravendita è subordinata al verificarsi, entro il 31 luglio 2011, delle seguenti condizioni: (i) il rilascio del nulla-osta da parte della competente autorità antitrust; (ii) la concessione ad AS Roma da parte di Roma 2000 di un c.d. vendor loan, della durata di dieci anni e dell’importo di Euro 10 milioni;
(iii) la sottoscrizione da parte di AS Roma di un accordo di finanziamento con Unicredit, della durata di cinque anni e dell’importo di Euro 30 milioni.
In caso di mancato avveramento delle condizioni sospensive entro il 31 luglio 2011 ciascuna parte sarà libera di risolvere il contratto di compravendita.
Il pagamento del prezzo di acquisto da parte della Holding, complessivamente pari ad Euro 70.300.000,00, sarà versato alla data di trasferimento delle partecipazioni. Entro il 27 aprile 2011 la Holding verserà, in parte direttamente a Roma 2000 ed in parte tramite un escrow account, una caparra confirmatoria di Euro 10.000.000,00 il cui pagamento, quanto all’importo di Euro 6.000.000,00 è garantito personalmente dagli investitori statunitensi soci di DiBenedetto.

OPA Obbligatoria
Nel contesto dell’operazione, e subordinatamente all’acquisto della Partecipazione di Maggioranza, la Holding promuoverà, ai sensi dell’articolo 106 del D. Lgs. n. 58/98 (“TUF”), l’OPA su tutte le azioni ordinarie AS Roma diverse da quelle costituenti la Partecipazione di Maggioranza.
L’OPA sarà promossa per cassa ad un prezzo per azione AS Roma pari ad Euro 0,6781.
Con riferimento all’obbligo di acquisto di cui all’articolo 108, comma secondo, del TUF i soci della Holding stanno attualmente valutando se, nel caso in cui la Holding stessa venisse a detenere una partecipazione superiore al 90% delle azioni di AS Roma ad esito dell’OPA, procedere alla ricostituzione del flottante o, in alternativa, procedere all’adempimento dell’obbligo di acquisto e, eventualmente, al delisting; le relative determinazioni saranno rese pubbliche nei modi e termini di legge.
In caso di adesione totalitaria, il controvalore complessivo massimo dell’OPA su AS Roma sarà pari circa Euro 29.570.365 milioni.
L’operazione sarà finanziata attraverso capitale di rischio o finanziamenti apportati pro quota dai soci della Holding.
Ferme le condizioni sospensive, allo stato si prevede che l’OPA venga promossa e si concluda nel terzo trimestre del 2011; il relativo calendario verrà concordato con le Autorità di mercato in conformità alla normativa vigente.
Nell’ambito degli accordi tra i soci della Holding, meglio descritti nel seguito, è previsto che nei tre mesi successivi alla conclusione dell’OPA la AS Roma deliberi un aumento di capitale in opzione, a condizioni di mercato, che la Holding sottoscriverà per un importo almeno pari ad Euro 35.000.000,00 (“Aumento di Capitale”).

Accordi parasociali
Gli accordi di coinvestimento raggiunti tra DiBenedetto e Unicredit contemplano un patto parasociale che prevede, tra l’altro:
- la disciplina della nomina del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale della Holding, di AS Roma e delle altre società oggetto del contratto di compravendita e, più in generale, le regole di corporate governance di dette società, tali da attribuire la gestione a DiBenedetto ed a garantire alla Banca, tramite i suoi rappresentanti negli organi, significativi diritti di minoranza;
- clausole di prelazione e diritti ed obblighi di vendita congiunta delle partecipazioni detenute dai soci nella Holding in un arco temporale di medio-lungo periodo, salva la facoltà della Banca di cedere parte della propria partecipazione, entro il primo trimestre del 2012, ad uno o più investitori qualificati italiani;
- l’impegno dei soci a fornire pro quota alla Holding le risorse necessarie a far fronte agli esborsi derivanti dall’OPA e dall’Aumento di Capitale.
Di tali patti verrà data comunicazione al mercato nei termini di cui all’articolo 122 del TUF